Pensieri di...

macrolibrarsi un circuito per lettori senza limiti SAGGEZZA


A volte ci si ritrova nella ennesima situazione di tristezza malinconica già sperimentata nell'arco della vita, cercando aiuti vari, tra gli amici o parenti o chi è vicino fisicamente in al momento, che invece puntualmente sembra defilarsi. Magari non è cosi, ma noi lo percepiamo in tal modo....che fare? Alla mente basta poco per  cominciare con la tiritera dell'autocommiserazione, abitudinaria come è (la mente), facilmente sfocia a raccontarsi e reiterando il copione della vita che si accanisce,  razionalemente sappiamo che non è cosi, dopo i tanti corsi e riscorsi, letture e video sulle tecniche di autoaiuto. Quando scatta quella miccia bisogna in qualche modo trovare una finestrella nella nostra coscienza piü profonda ed interropere il circolo vizioso per frenare il frullatore (mente). Quindi ecco la mia proposta: la leggeremo insieme e metteremo, o quantomeno proviamoci, in pratica. 

Buona lettura. Buona Vita!

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Una risposta a tutte le tue domande

Tratto da PILLOLE DI SAGGEZZA

tratte dall'I Ching

CHI IMPARA AD AMARE VERAMENTE SE STESSO, SARÀ POI IN GRADO DI DONARE AGLI ALTRI DEI GRANDI SENTIMENTI 


Riflessione 
Che cosa vuol dire amare se stessi? E perché prima noi, e poi gli altri? Due spunti molto complessi che cercheremo di risolvere insieme con l'usuale semplicità del-la saggezza dell'I Ching. Quando ci dicono: «Devi volerti bene» e magari siamo in un periodo in cui questo ci è difficile, è come se ci chiedessero di scalare l'Everest a mani nude, senza esercizio. Sì, perché amare se stessi è un esercizio graduale, che richiede all'inizio movimenti quasi impercettibili. Inutile andare davanti a uno specchio e dire «Mi voglio bene», ripeterlo in maniera «mantrica». Sarebbe come prendere un placebo, non curarsi. Troverete spesso in questo libro l'invito a partire dal basso. Avete mai visto una quercia diventare alta e maestosa da un giorno all'altro? No! Quindi seguiremo le indicazioni e gli insegnamenti della natura. Innanzitutto evitiamo di pensare solo ai nostri errori e ai nostri difetti. Pensiamo invece ai nostri pregi, alla nostra capacità di fare del bene, ovviamente secondo le nostre possibilità. Alziamoci la mattina con il fermo proposito di dedicare cin-que minuti solo a noi stessi, magari (e credetemi non è una sciocchezza) per scegliere con più cura i vestiti da indossare, un accessorio che ci piace, al quale siamo affezionati, anziché pensare «Cos'ho sbagliato...». Scesi dal letto, appoggiamo i piedi sulla terra che ci accoglierà per la giornata, smettendola di sentirci colpevoli (molto spesso per questioni che in verità non ci competono), ma con l'idea di regalarci quei pochi minuti (quindi un tempo che tutti possiamo trovare) di riflessioni, di coccole, di cura e, perché no?, relative al nostro aspetto fisico. Quante volte, invece, ci scaviamo dentro senza averne la forza, rischiando di perdere quella poca che abbiamo! Il risultato? Danni senza fine! Evitiamo di farlo. Ricordiamoci che a volte la cura esteriore ha ottimi effetti sullo stato interiore. Credetemi, se ci presenteremo in pubblico ordinati, con un aspetto gradevole, magari non immediatamente ma nell'arco di quello che sarà il tempo giusto anche chi ci circonda subirà un ef-fetto positivo, proprio grazie a quel tanto di po-sitivo che abbiamo fatto per noi stessi. Amarsi vuol dire concedersi dei piccoli spazi durante la giornata, occuparci di noi, anche fuori dagli orari prestabiliti. Chi lavora, ha figli, deve occuparsi della casa, forse un'ora consecutiva non riesce a trovarla, ma tanti piccoli spazi sì. Facciamolo e, credetemi, sarà un grande passo! 
E che cosa dire dei difetti e degli errori?! Sia-mo forse degli dèi? Ahimè, siamo esseri umani. Quindi la perfezione e l'infallibilità dimentichiamole pure. Sia ben chiaro che non vi sto in-vitando ad accettare passivamente quello che di negativo c'è in noi. Anzi ho sempre pensato che chi dice «Tanto questo è il mio carattere» è una persona destinata a involversi, non a evolvere. I difetti vanno possibilmente eliminati, senza combatterli. Come? Cerchiamo di immaginarci come se fossimo un vaso di fiori a cui bisogna cambiare l'acqua perché si è sporcata. Si deve portare il tutto in cucina. Ci sono quindi due soluzioni: la prima è levare i fiori, rovesciare l'acqua, versare quella nuova e poi riposizionare i fiori. Osservazione: levando i fiori, sporchiamo dove li appoggia-mo; rovesciando il vaso, facciamo fatica e rischiamo di romperlo. La seconda (confesso, la mia prediletta, quella che ha tiratofuori dai pasticci più gravi non solo me ma tante altre persone) è la seguente: mettiamo il vaso con i fiori sotto il rubinetto e facciamo scorrere l'acqua. Ci Impiegheremo forse di più, ma l'acqua pulita sostituirà quella sporca senza fatica. Immettiamo quindi dentro di noi la positività della saggezza e questo eliminerà il negativo con poca fatica. A questo punto saremo pronti a rivolgerci agli altri con animo sereno. Ci dedicheremo a chi ci circonda con una diversa consapevolezza, e non ci occuperemo degli altri per dimenticare i nòstri problemi ma per aiutarli veramente a risolvere i loro. Un malato può aiutare un altro, certo, ma una persona sana può dare, a chi non sta bene, molto di più, non credete? Anche questo è amore, ed è amore vero, perché è completo. 
Spero che questa e le altre pillole di saggezza che seguono diventino per voi l'acqua pura che eliminerà quella che si è sporcata. Di nuovo, buona lettura. 
wlvs



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