Bio o non bio? questo è il dilemma!


Mi sono spesso imbarcata in una discettazione assurda con un mio caro conoscente, fautore del bio a tutti i costi, cercando di convincerlo che non vi è differenza tra bio e non bio. Io che sono fautrice dei prodotti non "brandati" senza il marchio, per timore di arricchire le grandi multinazionali. Peró in effetti ammetto che ora sono molto piú attenta a ció che mangio, e devo ringraziare l'affiliazione ad aziende come Sorgente Natura che mi fornisce dati e luoghi precisi di provenienza degli alimenti e prodotti per la cura del corpo, in particolare il bio. Ecco quello che mi sembra giusto, il bio non deve essere per moda, quindi ció che capita, ma un'altro modo per prendersi cura di se stesse/i consapevolmente. E anche grazie a RIZA.IT (cliccando sul link trovate altre informazioni che ritengo interessanti) mi tengo aggiornata. Vi condivido e vi saluto, augurandovi buoni acquisti...

*Comincia a tavola a volerti bene!

Volersi bene e prendersi cura di sé sono due capisaldi del benessere: il modo più semplice di metterli in pratica è quello di scegliere cibi sani e leggeri, che regalano energia e buonumore

Volersi bene vuol dire scegliere i cibi più adatti a noi

Un buon sonno, scelte di vita felici, un po' di movimento e una sana alimentazione sono gli elementi fondamentali per raggiungere l'armonia. Il cibo sano e leggero, oltre ad essere un mezzo che ci aiuta a mantenere lo stato di salute, è anche una coccola alla quale non possiamo rinunciare: volersi bene vuole dire scegliere dagli scaffali dei supermercati gli alimenti più adatti a noi, che assecondino i nostri gusti senza, però, avere gli effetti collaterali tipici dei cibi più grassi e ricchi di zuccheri. L'importante è anche sapersi ascoltare: se in inverno si ha sicuramente più voglia di zuppe calde e piatti elaborati, nella stagione calda il corpo richiede cibi freschi, ricchi di vitamine e sali minerali, come gli ortaggi e la frutta che la natura ci offre in tante varietà.
      Primo passo: fare la spesa bene
Prendersi cura di se stessi vuol dire naturalmente fare la spesa in maniera corretta, e in commercio si trovano facilmente molti  prodotti che ci fanno stare bene: frutta e verdura in primo luogo, ma anche cereali integrali, proteine magre di origine vegetale e animale, marmellate senza zucchero per la colazione, yogurt (se non siete intolleranti al lattosio) e alimenti fermentati che fanno benissimo all' intestino, da cui dipende la salute di tutto l'organismo. E poi le grandi fonti di grassi “buoni”: olive e olio di oliva, avocado, frutta secca, con cui “condire” ogni piatto dolce o salato che sia. Qualche sfizio non può mancare: il cioccolato fondente fa tornare il buonumore, il vino rosso in modica quantità è un toccasana per le nostre arterie e il caffè biologico è ricco di elementi che ne fanno un alimento pro longevità.
Riprendiamoci il tempo per godere il nostro cibo
Anche il modo di preparare e gustare i cibi è importante. Gli esperti ripetono che bisogna assaporare il cibo lentamente e senza distrazioni. Per cui, anche se si è soli, è bene preparare con cura la tavola e cucinare un piatto per sé, usando condimenti leggeri e salutari come l'olio di oliva extravergine a crudo. Volersi bene vuole dire anche sedersi a tavola e godere di ogni boccone, almeno tre volte al giorno. Quest'abitudine incide anche sul senso si sazietà e permette di smettere di mangiare quando non si ha più fame, e di conseguenza di rimanere sempre in forma. Basta poco... per prendersi cura di sé! *

Aretha


Premessa: io non amo le commemorazioni "post mortem". Per il semplice fatto che preferisco in primis,  il "recognitionem in vita". Soprattutto quando post mortem ci si riversa tutti a cliccare, mettere like, scrivere belle parole di commiato, imbrodando il web di banalità melense. Ma per una voce, La Voce Aretha, parte dal cuore. E sono in pace con me stessa perché l'ho apprezzata, amata, adorata, ed emozionata, esaltata (cantando e ballando, saltando su Respect) ascoltandola...
E poi lei in vita, in questa vita, ha dato il massimo ed è stata per fortuna apprezzata, ricevendo i meritati riconoscimenti. 
Ringrazio Vanity Fair per il conciso ma significativo video realizzato per ricordarla che condivido volentieri, elogio ad una Donna e Voce. Voce che mi ha fatto crescere e accompagnato in tanti momenti di vita. Certamente ero appena un bimba di 5 anni, quando lei ha inciso "Respect" di Otis Redding, pensate, un Uomo che scrive una canzone per le Donne! Credo che niente accada per caso, non è stato un caso che il brano sia stato universalizzato da Lei. Emblema della liberalizzazione femminile. Precorritrice sia nella musica, con questo brano lei si è liberata degli schemi che vocalmente volevano imporle sacrificandone la Voce e personalità... e precorritrice per aver anticipato e posto le basi alla corrente femminista della quale questa canzone ne puó essere l'inno. E ancora oggi le Donne (soprattutto) e gli Uomini hanno bisogno di ricordare che c'è una dignità da preservare... Sicuramente ho preso coscienza di questo brano (RESPECT) e di ció che rappresenta molto piú tardi dei 5 anni...(e vabbè che ero little wonder woman😉...) ci ha pensato la vita! E grazie anche a Lei, alla sua voce, a questo brano ed altri suoi che ho attraversato momenti di vita intensa...musicoterapia alternativa💖

Un'altra delle sue interpretazione che amo è linkabile sotto il video....


It Hurts to Tell -Aretha Franklin - by *Waiting to Exhale*


Nell'Universo niente finisce, tutto si trasforma, non so in cosa sei trasformata ora. Ti ringrazio per quello che hai trasmesso. Grazie Aretha!






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Crescere è: Sono connessa alla Terra e all'Universo col Cuore, Amo essere Qui, trovarmi Qui, quando Amo la Terra Amo la mia Bambina Interiore. Ecco: l'Abbondanza di Amore ed Economica. Cosi è! (n.d.r.)©



Proprietà del limone...

Oggi parleremo delle Proprietà del limone, Consigli per il suo utilizzo e tanto altro.....



È il più noto e usato tra tutti gli agrumi; originario dell’India settentrionale, si è poi diffuso in tutte le regioni con clima temperato. Sembra che in Italia fece la sua comparsa intorno al IX - X secolo, con le invasioni arabe. 

La pianta, un albero sempreverde, può produrre fino a tre volte in un anno: la prima porta a maturazione i frutti, detti “primo fiore”, in ottobre; la seconda produce a marzo limoni di minor pregio, detti “bianchetti”; infine la terza, in giugno e luglio, dà frutti dalla buccia verdognola anche a maturazione e per questo sono chiamati “verdelli”.

Esistono molte varietà di limoni, ma tra tutti hanno ottenuto l’IGP il limone “Costa d’Amalfi”, quello di “Sorrento”, il "limone di Siracusa" e il “Femminello del Gargano”. 
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Il limone, tra tutti gli agrumi, è quello che ha una maggiore concentrazione di vitamina C (addirittura 60 mg ogni 100 gr); poiché è costituito prevalentemente di acqua, il suo apporto calorico è assai scarso. Questo agrume è preziosissimo anche in cucina: è indispensabile per evitare l’ossidazione (annerimento) di verdure e frutta, ed è un valido sostituto dell’aceto nella preparazione di alcune salse, in cui entrambi si possono usare indifferentemente. 




Il limone in cucina...

È migliore dell’aceto, invece, per condire pesci, crostacei e verdure dal sapore delicato. Il succo di limone è utilizzato anche per “cuocere” carne cruda, macinata o in carpaccio, e pesce crudo.
Ma non solo: è ottimo per realizzare delle marinate anche di carni scure o selvaggina anche perché ha la caratteristica di riuscire a togliere quel classico sapore di selvatico non a tutti gradito.
Non esagerate nell’uso del succo sui cibi, perché ne potrebbe spegnere il sapore.
Anche in pasticceria il limone è un prezioso alleato: è indispensabile per confezionare sorbetti e gelati; la sua buccia è onnipresente, grattugiata in impasti per torte e creme e la sua essenza è utilizzata in bibite e caramelle varie.
Infine la “classica” bevanda del sud d’Italia: il limoncello, un liquore originario della Campania, generalmente servito nei ristoranti a fine pasto, preparato con succo di limone, alcol e zucchero.




Aromaterapia e limone...

Nell'aromaterapia viene indicato come rinfrescante, tonico per la circolazionebattericidaantisettico, valido per abbassare la pressione arteriosa, utile per eliminare verruchecalli, gengive infiammate, per curare artrite e reumatismivene varicoseraffreddoreinfluenza. Era reputato indispensabile nella cura dello scorbuto, cosa ben nota tra i marinai che non mancavano di approvvigionarsi di limoni prima di ogni viaggio impegnativo.


Utilizzo del limone in cosmesi 

Oltre alle numerose proprietà, il limone può essere utilizzato in cosmesi per tonificare la pelle del viso, poiché è un ottimo astringente contro le piaghe e i foruncoli; è anche un ottimo coadiuvante cosmetico in caso di cellulite e aiuta a ridurre le macchie cutanee. Mischiato insieme al miele, il limone è in grado di evitare l’eccesso di sebo in pelli grasse, proprio grazie alla sua azione emolliente che ne facilita la penetrazione dei principi attivi, principali responsabili di infiammazioni e brufoli. L’olio cosmetico di limone se utilizzato regolarmente per almeno 20 giorni consecutivi, migliora l’aspetto del contorno occhi: basta applicarlo la sera, ad occhi chiusi, con un leggero massaggio circolare.
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Make up & Abbronzatura: Errori e Consigli...

L'estate è arrivata e con essa sono arrivate le vacanze, il caldo, le giornate in spiaggia e soprattutto l'abbronzatura, e a questo proposito oggi parleremo di consigli per evitare che con il trucco possiate commettere qualche ‘errore’, perché invece di esaltare il vostro colorito, potreste invece creare eccessivi contrasti o far sembrare il viso più spento. 
Parleremo di colori, viso e labbra, da evitare e gli accorgimenti da prendere con i vari prodotti per l'estate.

Non usare lo stesso fondotinta che usiamo in inverno

Quando ci si abbronza il viso tende naturalmente a diventare prima più rosso, fino a raggiungere un bel colorito dorato che molto spesso dà la possibilità di non applicare alcuna base. In effetti, se proprio non vi va di cambiare fondotinta e prenderne uno più scuro, potete anche lasciare la vostra pelle più libera. Ma in caso vogliate applicarlo, le possibilità sono due: usare un fondotinta più scuro (ma non troppo) oppure mixare più prodotti fino ottenere la tonalità che più si avvicina alla nostra.

Non usare sempre lo stesso correttore per le occhiaie

Come per i fondotinta, anche i correttori hanno bisogno di essere cambiati in estate! Con la pelle abbronzata, compresa quella del contorno occhi, il correttore dovrà adeguarsi, perché anche in questa parte del viso, se ne usiamo uno troppo chiaro per cancellare le occhiaie, potrebbe mettere ancora più in evidenza le imperfezioni, invece di nasconderle
Bisogna quindi sceglierne uno sui toni aranciati o pesca.

E' importante idratare la pelle, anche di più del solito!

Il sole ci fa diventare più belle e più abbronzate ma al tempo stesso disidrata (e non poco), facendo diventare la nostra pelle inevitabilmente più secca!
Per questo motivo, oltre alla protezione solare e al doposole, anche l’idratazione dovrà essere fatta in maniera più intensa, soprattutto se dovete truccarvi. La pelle altrimenti apparirà più secca e anche con il trucco metterete in evidenza le varie imperfezioni.

Usare poca cipria

Come appena detto, è fondamentale idratare molto bene il viso. Se non lo farete potreste avere dei problemi anche con l'uso della cipria! Si sa che non bisogna applicarne troppa, neanche in inverno, questo per evitare un risultato ‘cakey’, ovvero quell'effetto gesso sul viso.
Per quanto riguarda il colore, anche la cipria dovrà comunque adattarsi al colore della pelle abbronzata; potete usare una trasparente ma dovete dosarla bene, in particolare se siete molto abbronzate, perché altrimenti anche qui potreste ottenere un effetto grigio sul viso. Questo vale anche con quelle troppo rosate o gialline.


Non usare rossetti troppo chiari o dal sottotoni freddi

Con la pelle abbronzata, i colori che abbiamo usato in inverno è poco probabile che ci stiano bene allo stesso modo.
I colori che potrebbero stare bene con la pelle ambrata in estate sono tutti quelli dai colori intensi e saturi, e su alcune anche piuttosto scuri. 
Anche i colori freddi, purché scuro e intenso, vanno bene.

Tutti i rossetti che invece tendono al marroncino, beige, malva o rosa chiaro non fanno risaltare l’abbronzatura e creano un brutto effetto con il resto del viso.
Vi consiglio di usare dei colori più caldi e accesi del solito, quindi fate largo ai rossetti rossi, aranciati e ai fucsia intensi.

Mai usare un illuminante troppo chiaro in estate!

Anche gli illuminanti per il viso, in estate, bisogna sceglierli in toni più caldi, quindi vi consiglio di evitare tutto quello che tende troppo al bianco.
Sono da preferire le tonalità giallo-crema, in modo da attenuare anche eventuali rossori che, al contrario, con un illuminante troppo bianco si noterebbero ancora di più!

 
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Responsabilità non colpa. È consapevolezza!

Il punto è non vergognarsi. In un mondo che esige la perfezione, con i modelli dettati dalla moda, dai mass media, le famiglie perfette, le mogli perfette, le mamme perfette, i figli perfetti. Un esempio? I  genitori che si indignano davanti all'insegnante quando esprime, osa giudicare il ragazzo  che non ottiene i risultati richiesti dal programma scolastico, o se addirittura non vince una gara...si puó incoraggiare il ragazzo a riprovare senza sentirsi per questo sconfitto, commisera rlo inneggiando alla ingiustizia, non porta a nulla, sarà pure un'ingiustizia, ma comunque le sconfitte fanno crescere, perché vissute nella maniera giusta attivano un potenziale che non si credeva di avere. C'è stato il coraggio di mettersi in gioco.  Solo chi sta fermo non sbaglia. Quindi i nostri cosiddetti errori riconosciuti ammessi. Smettendo di continuare ad infliggersi e a farsi infliggere, da chi paralizzato dal nuovo resta nello stesso schema, fa sentire protetti. Parlare "dall'alto del pulpito" va bene fin quando non si é provato per credere. Come ha detto Uno che ne sapeva davvero, e non sono cattolica ma lo ammiro molto...Chi é senza peccato scagli la prima pietra! Molto spesso la vergogna insieme alla paura ci paralizzano, ci si imbarazza a dire che siamo nei guai, come da bambini che temendo lo sguardo di chi ci accudiva, restavamo paralizzati pensando a ció che ci poteva succedere...rimproveri, reazioni indignate, quello sguardo giudicante...Tutto sommato forse non è cambiato molto, adesso per timore degli sguardi misti a stupore, commiserazione, giudizio; preferiamo non confessare l'inconfessabile. Perpetrando  inconsapevolmente, cosi lo stesso schema. Imprinting. Quindi la denuncia, come si evince dalla citazione del post, interrompe lo schema mentale, il programma impresso. La denuncia dell'errore è il reset, è il modo per far smettere i ricatti morali, in questo modo anche chi ci sta intorno non sentirà il peso del segreto...e capiremo anche da chi siamo circondati.  E i primi a non giudicarci saremo noi. E fintanto che ci giudichiamo saremo dei severi giudici, e chi lo nega è quello che ha ancora da incamminarsi nel percorso. Un proverbio indiano dice: Non puoi giudicare qualcuno se non hai camminato nei suoi mocassini per almeno tre lune.A proposito domani, 11 agosto 2018,  ci sarà un'altra eclissi solare. Contempliamola.


























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I prodotti per un'abbronzatura intensa e luminosa, anche per le pelli più delicate!

Solari Nature's: il meglio per la tua pelle! 




Buon giorno a tutte/i, oggi parliamo di solari, per non correre inutili rischi legati all'esposizione ai raggi UVA, UVB e IR è bene proteggere la propria pelle con un prodotto specifico, dalla formulazione naturale e delicata ma che al tempo stesso sia in grado di schermare efficacemente l'epidermide.
La linea solare di Nature's è una risposta concreta a tutte queste esigenze.


Le proprietà idratanti e antiossidanti di questi solari, li rendono dei preziosi alleati di ogni tipo di pelle, anche di quelle più delicate!


I filtri solari micro incapsulati (che offrono una protezione più duratura) e i principi attivi naturali, rendono questi prodotti una presenza indispensabile nella tua borsa del mare.


Per questo motivo è necessario conoscere il proprio fototipo della pelle.

Il fototipo della pelle: l'importanza di conoscerlo

                                                     

È arrivato il momento di scoprire una cosa importante di te: il tuo fototipo. A quale appartieni?

Il fototipo della pelle: significato

Una questione di fototipo. Sotto il sole ti puoi scottare oppure abbronzare. Te ne puoi uscire bellissima oppure semplicemente rossissima. Dipende tutto dal fototipo. Una classificazione scientifica che interessa la nostra pelle.
E adesso, che è in arrivo l’estate, sarebbe bene farsi una domanda, prima ancora di pensare alla prova costume e al proprio orgoglio estetico. La mia pelle a che tipo di fototipo appartiene? Che, tradotto più semplicemente, significa: la mia pelle quanto è naturalmente protetta dai raggi del sole?
In dermatologia il fototipo di una persona indica la reazione dell’epidermide quando è esposta alla radiazione ultravioletta e determina il tipo di abbronzatura che si può raggiungere.La consapevolezza rispetto al proprio fototipo rappresenta la base necessaria per prendersi cura delle propria pelle e comportarsi correttamente durante l’esposizione dei raggi UV. La sua individuazione è abbastanza intuitiva e passa attraverso una serie di elementi quali il colore degli occhi, dei capelli, e della pelle. Vi sono diversi test che, a partire da semplici domande, possono calcolare il fototipo di appartenenza. Tuttavia, per essere certi di individuare quello giusto, è sempre meglio consultarsi con un dermatologo.
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Tipologie di fototipo 

La dermatologia ha individuato sei tipologie di fototipo, distinguendo in base alla reazione che la cute manifesta nei confronti dei raggi UV. Questa capacità di risposta ed autoprotezione è dovuta alla quantità di melanina presente nell’epidermide.
La melanina è un pigmento fotoprotettivo, responsabile della colorazione della pelle umana. Questo polimero complesso, sintetizzato da un enzima chiamato tirosinasi, ha sede, oltre che nella cute, anche in altri parti del corpo: capelli, retina, midollo e ghiandola surrenale.
La sua funzione principale è di tipo protettivo: essa assorbe e respinge le radiazioni solari attraverso la formazione di uno schermo che funge da filtro. Però, la sua efficacia, nel contrasto dell’azione nociva dei raggi UV, non è assoluta, ma più o meno efficace a seconda della quantità presente.
I fattori che influiscono sulla sua distribuzione all’interno della cute sono diversi e legati all’etnia, all’età, alla regione corporea e, in misura minore, anche alle proprie abitudine e al proprio stile di vita.SOLARI Sorgente Natura>


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Ora vediamo nello specifico le sei tipologie di fototipo.
  • Fototipo 1: è caratteristico delle persone che abitano le regioni nordiche. Si riconoscono per i capelli biondi o rossi, la carnagione molto chiara, gli occhi chiari e la presenza di lentiggini ed efelidi. Si scottano molto facilmente e non si abbronzano nemmeno dopo diverse esposizioni al sole. Queste persone dovrebbero evitare l’esposizione a tutti i raggi UV.
  • Fototipo 2: appartiene alle persone dalla pelle chiara e dal capello biondo o castano chiaro. Queste persone si arrossano spesso dopo l’esposizione al sole e rimediano, frequentemente, scottature ed eritemi. Ottengono una leggera abbronzatura solo dopo alcune esposizioni.
  • Fototipo 3: è il più diffuso in Italia. Riguarda soggetti dalla carnagione leggermente scura. Solitamente hanno capelli castani, occhi chiari o scuri. Si scottano difficilmente e si abbronzano abbastanza dopo qualche esposizione.
  • Fototipo 4: queste persone presentano un colorito olivastro, capelli scuri ed occhi neri. Raramente sono soggetti a scottature. Si abbronzano con facilità ed intensità, mantenendo il colore a lungo.
  • Fototipo 5: riguarda persone naturalmente abbronzate che presentano una pelle protetta per natura dall’esposizione solare. Hanno capelli neri e occhi scuri. Le persone del fototipo 5 non si scottano quasi mai.
  • Fototipo 6: caratterizza le persone con carnagione scurissima: capelli neri, pelle nera e occhi scuri. Abbondantemente protette dalle radiazioni solari, le persone di fototipo 6 non si scottano mai.
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Esiste anche un altro tipo di fototipo, denominato 0. Si associa all’albinismo, la malattia caratterizzata dal difetto dell’enzima tirosinasi, enzima coinvolto nella sintesi della melanina. I soggetti affetti da questa patologia si riconoscono per la pelle completamente bianca, i capelli bianchi e gli occhi rossi. Questo fototipo non può mai esporsi alle radiazioni solari poiché il soggetto è assolutamente privo di difesa contro l’azione dei raggi UV. Merita un’ultima attenzione il fototipo dei bambini.
A prescindere dalla classe di appartenenza, che può essere anche una delle più alte come la 5 o la 6, la pelle dei bambini rimane la più sensibile e, quindi, necessità sempre di una protezione superiore a quella che il fototipo di appartenenza suggerisce.
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Solari ecobio: amici per la pelle
L’ individuazione del proprio fototipo è il primo passo per capire qual è il fattore di protezione solare che deve avere la nostra crema protettiva. Una pelle splendida e abbronzata è il desiderio di tutti. Tuttavia, il capriccio per una tintarella seducente deve andare di pari passo con la consapevolezza circa i danni che le radiazioni solari possono provocare. Questi non sono pochi e a volte si rivelano anche più gravi di quel che possiamo immaginare: non solo scottature, ma anche macchie cutaneerughe profonde e, nei casi peggiori, tumori alla pelle. Tutti i prodotti solari in commercio indicano un numero che rappresenta il fattore di protezione. Vediamo, dunque, qual è quello consigliato per ciascun fototipo.
  • fattore 50+ protezione molto alta (per fototipo 1)
  • fattore da 50 a 30 protezione alta (per fototipo 2, 3)
  • fattore da 25 a 15 protezione media (per fototipo 3, 4, 5)
  • fattore da 10 a 6 protezione bassa (per fototipo 5, 6)
Questo accorgimento è necessario ma non ancora sufficiente. Per una protezione efficace e sicura non ci si può affidare ad una crema qualunque. La cura, l’amore verso la nostra pelle ci obbliga a guardare verso un'unica direzione: i solari ecobio.
Differentemente dalle creme di largo consumo, in quelle ecobio il fattore di protezione è rappresentato dai filtri fisici e non da quelli chimici. Una scelta che rende questi prodotti sicuri e adatti a pelli molto delicate. I filtri fisici non assorbono i raggi, ma li riflettono ed evitano il surriscaldamento dell’epidermide.
Questi composti sono ricchi di oli protettivi, come l’olio di mandorle dolci, di cocco, di lino, di argan e di jojoba-tutte sostanze di provenienza biologica che presentano elevate proprietà emollienti e riparatrici sul tessuto epidermico sottoposto all'azione aggressiva dei raggi ultravioletti.
In questo modo, i solari ecobio rivelano la loro efficacia sia in funzione protettiva che esteticaidratano, nutrono la pelle, favoriscono un’abbronzatura dal colore naturale ma, al tempo stesso, proteggono l’epidermide da scottature ed eritemi e prevengono l’invecchiamento precoce.
Anche l’ecosistema trae giovamento da tutto ciò. Ricoprire la propria pelle con queste formule significa anche salvaguardare il mare in cui ci si tuffa per un bagno ristoratore. I solari ecobio, infatti, sono caratterizzati da filtri fisici che, differentemente da quelli chimici, non sono tossici. Di conseguenza, la dispersione nel mare di queste creme è del tutto innocua e non rappresenta una minaccia per pesci, molluschi e coralli.
Infine, manca un ultimo appunto. Un memorandum tanto banale quanto fondamentale. L’efficacia di una crema dipende anche dal suo corretto utilizzo. Spalmarla una sola volta non è sufficiente. Durante l’esposizione solare è sempre bene ripetere l’applicazione più volte, soprattutto dopo essersi bagnati.
Sarebbe, infatti, un grave errore tralasciare quest’ultima fase. Perché se hai scoperto il tuo fototipo, sei hai trovato la crema con il giusto grado di protezione, ti manca un solo ed ultimo gesto da compiere per la salvaguardia della tua pelle e compierlo male sarebbe uno spreco, un torto alla sua salute e felicità.
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