Ricetta per Patate Riso e Carciofi

In effetti dovrei dire la Tiella di Patate riso e ccarciofi, tipico piatto della cucina contadina pugliese in particolare nel nord-barese; l'alternativa campagnola al famigerato patate riso e ccozze, a Bari cosí lo chiamano altrimenti non é preciso😉... mi raccomando!
Non sempre si hanno i frutti di mare alla nostra portata, e se ci sono, o non siamo amanti delle cozze o per motivi di salute dobbiamo evitarle o quelle che troviamo a disposizione non ci convincono. Comunque al di là delle molteplici motivazioni che ci spingono a dirottare i nostri gusti...verso la campagna piuttosto che il mare, barese, vi spiego in maniera pratica e veloce, allegandovi il mio video fattoincasa di tiella di patate riso e ccarciofi, ecco come fare. È un primo piatto che una volta cucinato puó essere gustato anche freddo (ovviamente non di frigo) peró se vi piace va bene anche, specie per chi volesse fare l'happyhouer genuino in spiaggia. È l'ideale per una gita fuori porta, si presta come piatto unico e non ha bisogno di essere riscaldato.
Ecco di seguito ingredienti e procedimento

Ingredienti
riso 400gr
patate 500gr
carciofi 5/6
polpa di pomodoro 350gr
3 pomodori freschi tipo san marzano 
1 cipolla
prezzemolo q.b.
sale q.b.
pangrattato q.b.
formaggio grattugiato (io consiglio il pecorino romano) q.b.
olio extravergine di oliva 
1 limone
pepe q.b.

Procedimento:
Pulite i carciofi tagliandoli a fettine passandoci sopra del limone affinchè non si anneriscano, salateli appena o a piacere secondo i vostri gusti e se vi interessa quello dei vostri commensali. 
Pulite ed affettate le patate in modo abbastanza sottile.
Sbucciate e tagliate a fettine la cipolla e mettetela in una pentola insieme ad un filo di olio, fatela imbiondire, versateci la polpa di pomodoro, salate, aggiungete il prezzemolo e lasciate cuocere a fuoco lento per 40' circa, il sughetto deve essere una vi di mezzo tra il fluido ed il denso.
Quindi: sul fondo della teglia da forno (tiella) versate un po' di sughetto di pomodoro per ungere tutto il fondo della tiella, poi disponete le fettine di patate un pizzico di sale, un po di sughetto, proseguite versando uno strato sottile di riso quindi spolverate con il formaggio grattugiato, di seguito disponete le fettine dei carciofi quindi un po di sugo. Spolverizzate con il formaggio ancora. Quindi ancora uno strato di riso e uno di carciofi sempre conditi con formaggio e pepe. Coprite con le restanti fettine di patate, nuovamente il sugo e poi il formaggio. Versare acqua fresca nella teglia da uno dei quattro lati coprendo quasi tutto a circa 5 mm dal bordo. Coprite con un foglio di carta d'alluminio e infornate a 250°-preriscaldato-per 60 min, dando una occhiata di tanto in tanto per controllare se ci sia necessità di aggiungere altra acqua. Quando siete convinti della cottura spegnete il forno, estraete la tiella, accendete il grill, aggiungete i pomodori precedentemente tagliati, ogni pomodoro diviso in 4 parti. Disponeteli come ultimo strato, con la parte della pellicina verso l'esterno, cospargete un leggero strato di pangrattato e senza coprire infornate di nuovo nella parte piú alta del forno. Fate grillare per 5 minuti circa a seconda dei vostri gusti...
vi verrà una crosticina profumata e croccante. E poi mi dite...
Buon Appetito!!!😋😋😋

🍅🍴🍴🍅🍅
PS: accetto pareri positivi e non, se fatti con educazione e costruttivi.
PPS: secondo una tabella in web con un 
myfitnesspal.calcolo approssimativo e generico, 
ci sono circa 500kc per 100gr, comunque puó rientrare nei piatti vegetariani
a-ri-buonappetito!!!!

le proprietà depurative del carciofo
le patate e tantissime ricette


il mio video di patate riso e "scarcioffe"😊😊😊😊😊😊 
che dovró rieditare su un'altro canale...perchè l'altro è😔 andato...a presto!👍


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l'approfondimento: il carciofo





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Buona Giornata!

Il buon giorno si vede dal mattino.
Il nostro buon giorno:







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I prodotti per un'abbronzatura intensa e luminosa, anche per le pelli più delicate!

Solari Nature's: il meglio per la tua pelle! 




Buon giorno a tutte/i, oggi parliamo di solari, per non correre inutili rischi legati all'esposizione ai raggi UVA, UVB e IR è bene proteggere la propria pelle con un prodotto specifico, dalla formulazione naturale e delicata ma che al tempo stesso sia in grado di schermare efficacemente l'epidermide.
La linea solare di Nature's è una risposta concreta a tutte queste esigenze.


Le proprietà idratanti e antiossidanti di questi solari, li rendono dei preziosi alleati di ogni tipo di pelle, anche di quelle più delicate!


I filtri solari micro incapsulati (che offrono una protezione più duratura) e i principi attivi naturali, rendono questi prodotti una presenza indispensabile nella tua borsa del mare.


Per questo motivo è necessario conoscere il proprio fototipo della pelle.

Il fototipo della pelle: l'importanza di conoscerlo

                                                     

È arrivato il momento di scoprire una cosa importante di te: il tuo fototipo. A quale appartieni?

Il fototipo della pelle: significato

Una questione di fototipo. Sotto il sole ti puoi scottare oppure abbronzare. Te ne puoi uscire bellissima oppure semplicemente rossissima. Dipende tutto dal fototipo. Una classificazione scientifica che interessa la nostra pelle.
E adesso, che è in arrivo l’estate, sarebbe bene farsi una domanda, prima ancora di pensare alla prova costume e al proprio orgoglio estetico. La mia pelle a che tipo di fototipo appartiene? Che, tradotto più semplicemente, significa: la mia pelle quanto è naturalmente protetta dai raggi del sole?
In dermatologia il fototipo di una persona indica la reazione dell’epidermide quando è esposta alla radiazione ultravioletta e determina il tipo di abbronzatura che si può raggiungere.La consapevolezza rispetto al proprio fototipo rappresenta la base necessaria per prendersi cura delle propria pelle e comportarsi correttamente durante l’esposizione dei raggi UV. La sua individuazione è abbastanza intuitiva e passa attraverso una serie di elementi quali il colore degli occhi, dei capelli, e della pelle. Vi sono diversi test che, a partire da semplici domande, possono calcolare il fototipo di appartenenza. Tuttavia, per essere certi di individuare quello giusto, è sempre meglio consultarsi con un dermatologo.
Sorgente Natura- Speciale: Protezione pelle

Tipologie di fototipo 

La dermatologia ha individuato sei tipologie di fototipo, distinguendo in base alla reazione che la cute manifesta nei confronti dei raggi UV. Questa capacità di risposta ed autoprotezione è dovuta alla quantità di melanina presente nell’epidermide.
La melanina è un pigmento fotoprotettivo, responsabile della colorazione della pelle umana. Questo polimero complesso, sintetizzato da un enzima chiamato tirosinasi, ha sede, oltre che nella cute, anche in altri parti del corpo: capelli, retina, midollo e ghiandola surrenale.
La sua funzione principale è di tipo protettivo: essa assorbe e respinge le radiazioni solari attraverso la formazione di uno schermo che funge da filtro. Però, la sua efficacia, nel contrasto dell’azione nociva dei raggi UV, non è assoluta, ma più o meno efficace a seconda della quantità presente.
I fattori che influiscono sulla sua distribuzione all’interno della cute sono diversi e legati all’etnia, all’età, alla regione corporea e, in misura minore, anche alle proprie abitudine e al proprio stile di vita.SOLARI Sorgente Natura>


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Ora vediamo nello specifico le sei tipologie di fototipo.
  • Fototipo 1: è caratteristico delle persone che abitano le regioni nordiche. Si riconoscono per i capelli biondi o rossi, la carnagione molto chiara, gli occhi chiari e la presenza di lentiggini ed efelidi. Si scottano molto facilmente e non si abbronzano nemmeno dopo diverse esposizioni al sole. Queste persone dovrebbero evitare l’esposizione a tutti i raggi UV.
  • Fototipo 2: appartiene alle persone dalla pelle chiara e dal capello biondo o castano chiaro. Queste persone si arrossano spesso dopo l’esposizione al sole e rimediano, frequentemente, scottature ed eritemi. Ottengono una leggera abbronzatura solo dopo alcune esposizioni.
  • Fototipo 3: è il più diffuso in Italia. Riguarda soggetti dalla carnagione leggermente scura. Solitamente hanno capelli castani, occhi chiari o scuri. Si scottano difficilmente e si abbronzano abbastanza dopo qualche esposizione.
  • Fototipo 4: queste persone presentano un colorito olivastro, capelli scuri ed occhi neri. Raramente sono soggetti a scottature. Si abbronzano con facilità ed intensità, mantenendo il colore a lungo.
  • Fototipo 5: riguarda persone naturalmente abbronzate che presentano una pelle protetta per natura dall’esposizione solare. Hanno capelli neri e occhi scuri. Le persone del fototipo 5 non si scottano quasi mai.
  • Fototipo 6: caratterizza le persone con carnagione scurissima: capelli neri, pelle nera e occhi scuri. Abbondantemente protette dalle radiazioni solari, le persone di fototipo 6 non si scottano mai.
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Esiste anche un altro tipo di fototipo, denominato 0. Si associa all’albinismo, la malattia caratterizzata dal difetto dell’enzima tirosinasi, enzima coinvolto nella sintesi della melanina. I soggetti affetti da questa patologia si riconoscono per la pelle completamente bianca, i capelli bianchi e gli occhi rossi. Questo fototipo non può mai esporsi alle radiazioni solari poiché il soggetto è assolutamente privo di difesa contro l’azione dei raggi UV. Merita un’ultima attenzione il fototipo dei bambini.
A prescindere dalla classe di appartenenza, che può essere anche una delle più alte come la 5 o la 6, la pelle dei bambini rimane la più sensibile e, quindi, necessità sempre di una protezione superiore a quella che il fototipo di appartenenza suggerisce.
SOLARI Sorgente Natura
Solari ecobio: amici per la pelle
L’ individuazione del proprio fototipo è il primo passo per capire qual è il fattore di protezione solare che deve avere la nostra crema protettiva. Una pelle splendida e abbronzata è il desiderio di tutti. Tuttavia, il capriccio per una tintarella seducente deve andare di pari passo con la consapevolezza circa i danni che le radiazioni solari possono provocare. Questi non sono pochi e a volte si rivelano anche più gravi di quel che possiamo immaginare: non solo scottature, ma anche macchie cutaneerughe profonde e, nei casi peggiori, tumori alla pelle. Tutti i prodotti solari in commercio indicano un numero che rappresenta il fattore di protezione. Vediamo, dunque, qual è quello consigliato per ciascun fototipo.
  • fattore 50+ protezione molto alta (per fototipo 1)
  • fattore da 50 a 30 protezione alta (per fototipo 2, 3)
  • fattore da 25 a 15 protezione media (per fototipo 3, 4, 5)
  • fattore da 10 a 6 protezione bassa (per fototipo 5, 6)
Questo accorgimento è necessario ma non ancora sufficiente. Per una protezione efficace e sicura non ci si può affidare ad una crema qualunque. La cura, l’amore verso la nostra pelle ci obbliga a guardare verso un'unica direzione: i solari ecobio.
Differentemente dalle creme di largo consumo, in quelle ecobio il fattore di protezione è rappresentato dai filtri fisici e non da quelli chimici. Una scelta che rende questi prodotti sicuri e adatti a pelli molto delicate. I filtri fisici non assorbono i raggi, ma li riflettono ed evitano il surriscaldamento dell’epidermide.
Questi composti sono ricchi di oli protettivi, come l’olio di mandorle dolci, di cocco, di lino, di argan e di jojoba-tutte sostanze di provenienza biologica che presentano elevate proprietà emollienti e riparatrici sul tessuto epidermico sottoposto all'azione aggressiva dei raggi ultravioletti.
In questo modo, i solari ecobio rivelano la loro efficacia sia in funzione protettiva che esteticaidratano, nutrono la pelle, favoriscono un’abbronzatura dal colore naturale ma, al tempo stesso, proteggono l’epidermide da scottature ed eritemi e prevengono l’invecchiamento precoce.
Anche l’ecosistema trae giovamento da tutto ciò. Ricoprire la propria pelle con queste formule significa anche salvaguardare il mare in cui ci si tuffa per un bagno ristoratore. I solari ecobio, infatti, sono caratterizzati da filtri fisici che, differentemente da quelli chimici, non sono tossici. Di conseguenza, la dispersione nel mare di queste creme è del tutto innocua e non rappresenta una minaccia per pesci, molluschi e coralli.
Infine, manca un ultimo appunto. Un memorandum tanto banale quanto fondamentale. L’efficacia di una crema dipende anche dal suo corretto utilizzo. Spalmarla una sola volta non è sufficiente. Durante l’esposizione solare è sempre bene ripetere l’applicazione più volte, soprattutto dopo essersi bagnati.
Sarebbe, infatti, un grave errore tralasciare quest’ultima fase. Perché se hai scoperto il tuo fototipo, sei hai trovato la crema con il giusto grado di protezione, ti manca un solo ed ultimo gesto da compiere per la salvaguardia della tua pelle e compierlo male sarebbe uno spreco, un torto alla sua salute e felicità.
Sorgente Natura- Speciale: Protezione pelle





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Crema di caffè (Espressino freddo)

Un'alternativa fresca, estiva, e con poche calorie... che rinfresca il palato e piace a tutti!!

Ingredienti per 4 persone:

  • 4 tazzine di caffè
  • 4 cucchiaini di zucchero
  • 400 ml di panna da montare
  • 1 cucchiaio di liquore (sapore neutro o al caffè)
  • N.B.: IL LIQUORE E' OPZIONALE

Specialità-caffè

Procedimento:


  • Preparate il caffè con una moka, zuccheratelo e lasciatelo raffreddare completamente. 
  • Versate la panna da montare, il caffè raffreddato e lo zucchero in una ciotola e lavorate il composto fino a farlo diventare montato, ma non eccessivamente.
  • Se preferite potete aggiungerci del liquore al caffè o uno qualsiasi, azionate le fruste ancora per qualche secondo. 
  • Il liquore serve a non far congelare la crema qualora vogliate conservarla nel freezer, se però la conservate in un normale frigorifero il liquore non serve.
Dessert di Soia al Caffè Decaffeinato
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BUON CAFFÈ A TUTTI!!!!!😋😋😋😋



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Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Dimagrisci senza Dieta di Debora Conti

L'infibulazione: come far passare per cultura la violenza sul corpo femminile


Oggi voglio cominciare a mettere ancora piú in evidenza le questioni femminili che esulano dai soliti, quelle di cui ci spaventa parlarne. Infatti oltre al gossip da parruchiera o dai pettegolezzi da pianerottolo, noi Donne potremmo, dovremmo discutere di temi che ci riguardano anche quelli scomodi che ci procurano un fastidio doloroso. 
È strano nei primi giorni di agosto, mentre c'è chi torna dalle ferie. Chi sta per andarci (in ferie)! Io sono qui. Quindi piuttosto che parlare di luoghi da suggerire per le ferie prendo spunto da un post visto su fb grazie alla mia amica A.L. che lo ha condiviso.  Forse un po' di riflessione sotto l'ombrellone potrebbe evitare di tornare a casa, alla quotidianità, senza stress da vacanza. Comprendendo il privilegio che alcune di noi Donne di "cultura" europea, abbiamo.  Ancora oggi (2019), viene perpetrato al corpo delle bambine e che è ben descritto da chi ci è passata. #infibulazione. Certamente le Donne in tutto il mondo continuano a subire ogni sorta di altra violenza...è il pensiero interiore delle Donne che deve cambiare in primis, sono le Donne che partoriscono chi farà violenza ad altre donne. Siamo o siamo il  Divino Femminino?!  Abbiamo dimenticato che il  Divino Femminino è sia nelle Femmine sia nei Maschi. E non è necessario aspettare l'8 marzo per attivarsi. Come non è mai troppo tardi o fuori luogo per "svegliarsi" e per smuovere anche una sola coscienza, in fondo mi occupo di SelfEmotionalTouch@. E se nulla accade per caso vediamo dove andró a parare?! Avanti Consapevoli AnimaOutfitePeperonciniane/i! 
Buona Crescita a tutte/i! La mia crescita sta continuando!!!...
😔❤
**Alle bambine viene lasciato un forellino per le la minzione e per le mestruazioni, che se sono grumose e non possono fuoriuscire provocando la morte. Quando di sposeranno, il marito taglierà con un coltello la parte offesa per procedere all'accoppiamento.
"Poi toccò a me. Ormai ero terrorizzata.
– Quando avremo tolto questo “kintir” (clitoride) tu e tua sorella sarete pure.- Dalle parole della nonna e degli strani gesti che faceva con la mano, sembrava che quell’orribile kintir, il mio clitoride, dovesse un giorno crescere fino a penzolarmi tra le gambe. Mi afferrò e mi bloccò la parte superiore del corpo… Altre due donne mi tennero le gambe divaricate. L’uomo che era un cinconcisore tradizionale appartenente al clan dei fabbri, prese un paio di forbici. Con l’altra mano afferrò quel punto misterioso e cominciò a tirare…Vidi le forbici scendere tra le mie gambe e l’uomo tagliò piccole labbra e clitoride. Sentii il rumore, come un macellaio che rifila il grasso da un pezzo di carne. Un dolore lancinante, indescrivibile e urlai in maniera quasi disumana. Poi vennero i punti: il lungo ago spuntato spinto goffamente nelle mie grandi labbra sanguinanti, le mie grida piene di orrore… Terminata la sutura l’uomo spezzò il filo con i denti… Ricordo le urla strazianti di Haweya, anche se era più piccola, aveva quattro anni, scalciò più di me per cercare di liberarsi dalla presa della nonna, ma servì solo a procurarlo brutti tagli sulle gambe di cui portò le cicatrici tutta la vita.
Mi addormentai, credo, perché solo molto più tardi mi resi conto che le mie gambe erano state legate insieme, per impedire i movimenti e facilitare la cicatrizzazione (dato che c’è stata una perdita di sostanza, clitoride e piccole labbra, le gambe legate insieme permettono la cicatrizzazione, ma la cicatrizzazione avviene in retrazione. Non c’è più tutto il tessuto necessario perché le gambe possano essere divaricate completamente. Nessuna farà più la spaccata. Anche dare un calcio a un pallone può essere impossibile, come andare a cavallo o, nei casi più gravi, nuotare a rana. Nei casi più gravi, dove infezioni riducono ulteriormente il tessuto, le donne non possono più divaricare le gambe per accovacciarsi e urinare e, dove non esistono water, devono urinare dalla posizione in piedi con l’orina che scola tra le gambe, scola un filino alla volta, una goccia alla volta). Era buio e mi scoppiava la vescica, ma sentivo troppo male per fare pipì. Il dolore acuto era ancora lì e le mie gambe erano coperte di sangue. Sudavo ed ero scossa dai brividi. Soltanto il giorno dopo la nonna mi convinse a orinare almeno un pochino. Oramai mi faceva male tutto. Finché ero rimasta sdraiata immobile il dolore aveva continuato a martellare penosamente, ma quando urinai la fitta fu acuta come nel momento in cui mi avevano tagliata. Impiegammo circa due settimane a riprenderci. La nonna accorreva al primo gemito angosciato. Dopo la tortura di ogni minzione ci lavava con cura la ferita con acqua tiepida e la tamponava con un liquido violaceo, poi ci legava di nuovo le gambe e ci raccomandava di restare assolutamente ferme o ci saremmo lacerate e allora avrebbe dovuto chiamare quell’uomo a cucirci di nuovo.
Lui venne dopo una settimana per esaminarci. Haweya doveva essere ricucita. Si era lacerata urinando e lottando con la nonna… L’uomo ritornò a togliere il filo dalla mia ferita. Ancora una volta furono atroci dolori per estrarre i punti usò una pinzetta. Li strappò bruscamente mentre di nuovo la nonna e altre due donne mi tenevano ferma. Ma dopo questo anche se avevo una ruvida spessa cicatrice tra le gambe che faceva male se mi muovevo troppo, almeno non fui più costretta a restare sdraiata tutto il giorno con le gambe legate. Haweya dovette attendere un’altra settimana e ci vollero quattro donne per tenerla ferma… Non dimenticherò mai il panico sul suo viso e nella sua voce… Da allora non fu più la stessa… aveva incubi orribili. La mia sorellina un tempo allegra e giocosa cambiò. A volte si limitava a fissare il vuoto per ore. (svilupperà una psicosi)… cominciammo a bagnare il letto dopo l'infibulazione."**
(Ayaan Hirsi Ali)

e se non basta a svegliarsi dal "torpore" dell'inconsapevolezza obbligata:






Ipazia
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