19 marzo: festa dei padri

 

Coincide con la celebrazione di San Giuseppe, festa di origine cattolica; 19 marzo San Giuseppe padre putativo di Gesù. Istituita nel 1871 dalla Chiesa cattolica, la quale decise di proclamare Giuseppe – padre putativo di Gesù – protettore della paternità.

Oggi è diventata una ricorrenza meramente consumistica, molto sentita soprattutto dai bambini che creano nelle loro scuole dei lavoretti per i propri papà.


Festa del papà nella storia

Il culto di San Giuseppe ha origini ancor più antiche, infatti i primi a celebrarlo furono i monaci benedettini intorno al 1030. In Italia il 19 marzo è stato giorno festivo fino al 1977, dopodiché è stato abolito rimanendo una ricorrenza civile.


In Spagna è una festa a tutti gli effetti dal 1948 per merito di Manuela Vicenta Ferrero, insegnante di Madrid, che accolse la richiesta dei padri dei suoi alunni i quali chiedevano di istituire una festa in loro omaggio, come già accadeva per le madri. Come data venne scelta il 19 marzo in rispetto della tradizione cattolica.

Dolce simbolo del giorno di San Giuseppe

Quanto alle tradizioni culinarie, in Italia la ricetta più famosa è certamente la “Zeppola di San Giuseppe”, farcita con crema pasticcera e amarene. Si preparano il 19 marzo perché si narra che Giuseppe, dopo la fuga dall’Egitto a causa delle persecuzioni, decise di preparare e vendere dolci per mantenere la sua famiglia.


Molte le leggende che rivendicano l’origine delle zeppole. Si dice appunto che Giuseppe, per mantenere Maria e Gesù, affiancò al mestiere di falegname quello di friggitore e venditore ambulante di frittelle.

Le zeppole di San Giuseppe sono a base di pasta soffice dalla forma a ciambella, ricoperto di crema pasticcera e un’amarena in cima per completare l’opera. Oltre alla classica zeppola fritta c’è anche la variante al forno, decisamente più leggera.

La tradizione vuole che sia fritta e che si mangi il 19 marzo perché è il giorno in cui, secondo gli antichi culti pagani precristiani, si celebrava la fine dell’inverno con falò e frittelle.




Altre voci circa le origini del dolce si poggiano su due antiche leggende: una religiosa e una pagana. La religiosa fa risalire la nascita delle zeppole alla fuga dall’Egitto della Sacra Famiglia. San Giuseppe, per mantenere Maria e Gesù, affiancò al lavoro di falegname quello di friggitore e venditore ambulante di frittelle.

La pagana, la nascita delle zeppole è legata alle festività di Liberalia nel 500 a.C.. Ogni 17 marzo (due giorni prima dell’attuale Festa del papà) si festeggiavano gli dei del vino, Bacco e Sileno, con la preparazione di frittelle di frumento cotte nello strutto bollente.

Probabilmente la ricetta della zeppola come noi la conosciamo oggi proviene proprio da tale originaria “frittella di frumento.

La prima ricetta delle zeppole risale invece al 1837 ed è presente nel trattato di cucina napoletana Cucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti. Gli ingredienti sono molto semplici: l’impasto è composto da farina, acqua, sale, uova, burro e olio, per la morbida pasta soffice tipica dei bignè, e per la farcitura basta la crema pasticcera con sopra amarene sciroppate o ciliegie sotto spirito.

Le zeppole sono preparate anche in Puglia, fritte e al forno, farcite con la classica crema pasticcera o con una crema al cioccolato. La ricetta è in fondo all’articolo. In Sicilia vengono realizzate con la farina di riso e una copertura al miele d’arancio o zucchero a velo. In Calabria si preparano con un impasto che prevede l’uso della patata e vengono farcite con ricotta, zucchero, cannella e limone. Nel periodo in prossimità del giorno di San Giuseppe bar e pasticcerie espongono e vendono centinaia di zeppole da gustare in onore dei papà.

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Riflessioni

19 marzo è la Festa del papà, ricorrenza nata per omaggiare il ruolo nella società e nella famiglia della figura paterna.

In realtà, etimologicamente parlando, è una espressione infantile, derivante certamente da padre (colui che ha generato uno o più figli).

Forse si dovrebbe onorare con la giusta definizione di Padre. Padre, quello che è poi in definitiva, dando e ridando autorevolezza e umanità a questa figura che è propria dell’Uomo. Ridandogli il posto di onore che merita, ovviamente mi riferisco solo a quegli uomini/padri che per i loro atteggiamenti, nell’ambito della progenie, hanno mantenuto comportamenti di autorevolezza e responsabilità. Ovviamente il padre perfetto non esiste, ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha avuto da ridire su suo padre. Certamente se ognuno attivasse un percorso di crescita interiore ci sarebbero migliori padri e migliori uomini e donne sulla Terra. La responsabilità di un padre/uomo sarebbe quella di crescere non solo nel corpo ma anche nello spirito. Spesso molti padri per colmare il senso di colpa, per essere o sentire di essere (a volte è solo una percezione o una manipolazione attuata dalle compagne/mogli o dagli stessi figli, per avere ciò che vogliono in maniera spudorata) stati assenti fisicamente o moralmente; concedono tutto ai pargoli ormai furbetti. Ma anche se fosse davvero stato assente, un padre maturo, sano; sa benissimo che farsi guidare dal senso di colpa, non è, né sano per figlio, né saggio da parte sua. Pertanto questa osservazione mi riporta ad affermare che bisognerebbe cambiare l’onorificenza in festa del Padre, sa di responsabile e di autorevole. Il padre responsabile/cresciuto sa che conta la qualità del tempo trascorso insieme ai figli; i bambini, i ragazzi percepiscono quando il padre è sinceramente dispiaciuto per il tempo che avrebbe voluto trascorrere insieme; comprendono, se glielo si permette di vivere la quotidianità anche partecipando alle azioni abitudinarie. Purtroppo troppo spesso si delega il compito di padre alla tv, al telefonino. Il padre responsabile è paragonabile ad un capogruppo che sa cosa bisogna fare in caso problemi, non lo chiede al gruppo, al massimo si consulta con esso; e non certo se sono più giovani di lui o addirittura bambini. Il padre responsabile si mette in discussione già prima che gli altri lo facciano, restando sempre consapevole della stima che ha per se stesso; qui si ritorna al cammino di crescita interiore che tutti dovremmo fare. Un padre cresciuto è autorevole mai autoritario, educa con tenerezza si, ma anche con fermezza. Educare: far venir fuori le qualità. Osserva, guida e indica cosa fare senza pressioni o manipolazioni. Capisco per esperienza diretta che nella nostra cultura non rientra nutrire lo spirito, quanto si nutre il corpo (a volte ipernutriti). Lasciandoci in povertà di spirito e purtroppo, i risultati si vedono in ogni ambito sociale, privato e professionale. Ad ogni buon conto questo voleva essere solo un punto di riflessione, affinché non diventi sempre e solo una ricorrenza consumistica. Per carità, il regalo all’uomo che ci ha generato è una bella manifestazione di gratitudine e dopotutto l’economia va movimentata, ma senza rinunciare all’etica e alla crescita personale di tutti. Il mondo migliore si può creare così!

Buon 19 marzo a tutti i padri responsabili

 


Ah! Responsabile non è colui che dice sempre si ad ogni richiesta dei figli, anzi è colui che sa quando dire no!
PS: repetita iuvant: il padre perfetto non è mai esistito e mai ci sarà

San Giuseppe, patrono della buona morte: "In ogni azione, in ogni pensiero, dovresti comportarti come se tu dovessi morire oggi stesso; se avrai la coscienza retta, non avrai molta paura di morire. Sarebbe meglio star lontano dal peccato che fuggire la morte. Se oggi non sei preparato a morire, come lo sarai domani?"

papà
da vocabolario on line Treccani

papà (ant. pappà) s. m. [voce onomatopeica del linguaggio infantile]. – Padre. È voce fam. e affettuosa, largamente diffusa in tutta Italia (mentre babbo si va sempre più restringendo all’ambito toscano), usata soprattutto come vocativo o quando si parla del padre con i familiari o con amici (analogam. a mamma rispetto a madre): senti, papà; parliamone con papà; esco con papà e mamma; arriva papà, o il papà; sempre con l’articolo, quando è seguito da un compl. di specificazione o è preceduto da un agg. poss.: il papà di Giulio; il mio papà. Per la locuz. figlio di papà, v. figlio, n. 1 c. ◆ Dim. e vezz. papino, paparino; accr. e vezz. paparóne. Come vocativo, è in uso anche la forma affettiva papi, e l’accorciamento pa’.


papà
papà (ant. pappà) s. m. [voce del linguaggio infantile]. - [appellativo affettuoso usato dai figli verso l'uomo che li ha generati: senti, p.; il mio p.] ≈ (region.) babbo, padre, (fam.) paparino, (fam.) papi, (fam.) papino, [solo vocativo]…

Più che festa del papà, sarebbe d’uopo venisse definita festa del padre,


Papà sostantivo maschile famigliare

figlio di papà colui che vive sulle ricchezze della famiglia e sul prestigio della famiglia

PADRE

Uomo che ha generato uno o piu figli

padre madre

padre di famiglia

per linea paterna

di padre in figlio

Padri conciliari=prelati che partecipano al concilio

padri della chiesa=scrittori dei primi secoli che hanno definito le dottrine fondamentali del cristianesimo

beatissimo padre=papa

da Abbah/Padre

 

curiosità sorridente
La zeppola, perchè è associata alla festa del papà? E’ la zeppola stessa a fornire la risposta. La zeppola pugliese, ad esempio, ha la forma di un morbidissimo bignè con due baffi di crema ai lati ed una ciliegina o amarena al centro. I due baffi di crema richiamano appunto quelli del papà. In Puglia nel periodo dedicato a San Giuseppe si possono trovare zeppole in ogni bar e pasticceria. Ma vuoi mettere prepararla da sé, secondo la ricetta tradizionale?!




Zeppola pugliese: bignè morbido con crema

Ricetta per 8 zeppole circa
Ingredienti: 3 Uova medie – 70 gr Burro (o margarina) – 70 g Zucchero – 40 g di scorza di limone fresco grattugiato – 250 ml Acqua – 150 gr di Farina 00 – 2 gr di sale
Ingredienti Crema Pasticcera: 3 tuorli d’uovo – 25 gr di farina 00 o maizena -Mezza bustina di vanillina -75 gr di Zucchero – 250 ml di latte.
Amarene o ciliegine candite; Olio per friggere.







Preparazione:
Dopo aver scaldato in una casseruola l’acqua con il sale e il burro, portate a bollore e togliere dal fuoco. Aggiungete, poi, la farina setacciata, riportate sul fuoco e mescolate per circa un minuto a fiamma bassa. Mettete l’impasto ottenuto su di un piano di marmo sporcato con un po’ d’olio e lasciar raffreddare completamente. Una volta freddo, incorporate prima i tuorli e poi gli albumi delle uova.

Per cuocere le zeppole, è necessario preparare due padelle con abbondante olio: una, deve andare a fuoco lento, l’altra, a fiamma vivace. Prendete, poi, un foglio di carta oleata e praticate dei fori. Poco per volta, aiutandovi con una siringa per dolci, formate delle ciambelle da poggiare direttamente sulla carta che andrà immersa nell’olio caldo.

Attraverso i fori praticati, passerà dell’aria che consentirà alle zeppole di staccarsi agevolmente. A questo punto, scolatele dalla prima padella e tuffarle nell’altra con l’olio bollente fino a che non saranno dorate. Sgocciolate su carta assorbente, riempite con abbondante crema pasticcera e guarnite con amarene. A piacere, spolverate con zucchero a velo.




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"L'Orologio della Natura"

"L'Orologio della Natura"
 
L'Orologio della Natura, gli alberi secondo me sono l'esempio per eccellenza di orologeria naturale, infatti, non a caso i cerchi raffigurati all'interno di un tronco d'albero, misurano la sua età. Personalmente ho un rapporto particolare, viscerale, con gli alberi, potendo li abbraccerei tutti. È cominciata tanto tempo fa questa affinità, perö per non essere passata per pazza, sopprimevo questo amore. Come sopprimevo la manifestazione d'affetto che ne poteva seguire. Ma con l'avanzare dell'età, si sa, si prende coscienza. Avevo meno di 40 anni, (non è che ora io sia cosi anziana), quando ho compreso che l'affetto per gli alberi andava espresso a mio modo. Ora se sono in un centro città e c'è un enorme albero che "mi chiama", non esito, vado ad abbracciarlo. Lui nutre me ed io nutro lui. Sento il respiro. Non so spiegare cosa è. È! E basta! L'affetto d'altronde non ha bisogno di spiegazioni. Ci sono persone che parlano con le piante...e le loro piante crescono meravigliosamente.    San Francesco parlava agli animali. Lui era un orologiaio naturale. Potremmo soltanto stare più in ascolto e ci "parlerebbero", anzi ci parlano. Noi solo ascoltare. L'attuale frettolosità, il tutto che viaggia a velocità della luce, ogni immagine anche in tv è veloce, e, ci stiamo abituando, ci sta rimpicciolendo questa capacità. Ma basti pensare un po agli indiani per esempio...loro si che erano...alcuni lo sono ancora, degli orologiai naturali, si affidano alla Natura. 

Gli indiani con le loro "capacità sciamaniche innate" e non soffocate. Perchè, diciamoci la verità, quelle stesse capacità le abbiamo tutti, fanno parte di noi, sin dalla nostra nascita. Purtroppo i tanti fattori esterni, portano queste peculiarità ad impantanarsi, l'educazione al materialismo è uno dei primi fattori, anche se oggi c'è la moda di fare escursioni, gite in agriturismi, spesso rimane una facciata di tendenza. L'amore per la Natura è un percorso che, puo essere rapido ma anche lento. Soprattutto deve essere cosciente, quotidiano e comprendere i piccoli gesti. Per esempio quello che io non soppporto è tenere in casa un animale che in una dimensione casa, soffre. Mi riferisco agli spazi. Un pappagallo in gabbia, soffre. Ma orologiai naturali sono, potremmo, possiamo esserlo tutti. Quindi basta, in fondo, poco per capire la Natura... siamo in grado di capire (specie i meteoropati), quando sta per arrivare un temporale, e forse si puö trasformare questa sensazione apprezzando anche il temporale, perchè il nostro corpo in fondo ha bisogno anche di questo come del solleone, come della sensazione che proviamo quando sul viso ci arriva il vento d'autunno che frusciando fa cadere le foglie e se siamo protesi possiamo entrare in stato di trance al solo leggero fruscio. O il sole di primavera che ci riscalda un pochino di più.  Chissà questo libro ci porterà a riscoprire per chi già lo ha fatto, scoprire la Natura, chi non è ancora consapevole di questa affinità. Il canto del pettirosso che canta tutto l'inverno. Il papavero, il fiore che annuncia l'estate; esempi di orologi naturali! Buona lettura!
 

 

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La Vita Segreta degli Alberi

 

         Come fanno gli alberi ad avere una vita segreta? Sono là, all'aria aperta, noi facciamo di  loro ciò che vogliamo; siamo inconsapevoli della loro vita, di come respirano, di come si amano e di come ci amano. Ho cominciato anni or sono ad avere l'impulso di andare ad abbracciare gli alberi. L'ho appena fatto stamattina, mentre mi recavo al supermercato, nei pressi dell'ingresso c'è un bel parco giochi, un piccolissimo giardino boschetto, come al solito non scelgo, quantomeno non una scelta ragionata, bensi una scelta di pancia. Ho risposto al suo richiamo, un bellissimo albero maestoso, con le mia braccia riuscivo ad abbracciarne neppure la metà. Ma che bel respiro! Senza parole, una trasmissione di energia, uno scambio amorevole. Per me non è un segreto, non so come ci sono arrivata a tutto questo, è cominciato tutto in modo naturale e cosi voglio che continui. Sono convinta come l'autore che gli alberi hanno una vita vera, che non è solo vegetale. Se cosi non fosse non si ammalerebbero. Purtroppo l'essere umano, nonostante, e con la sua intelligenza, non riesce a rispettare questi esseri viventi. Dimenticando quanto invece dovremmo Si lasciano trasportare dall'avidità. La natura esige rispetto. Tutto per la casa con vista sul panorama roccioso...e magari i proprietari in quella casa ci staranno poche ore al giorno gustando poco la meravigliosa vista. Ma un panorama non si puo gustare, senza doverlo per forza possedere? Gli alberi hanno una vita segreta finchè noi saremo volutamente ciechi, ma ciechi pur vedenti. La cecità volontaria. Non serve chissà quale maestria, solo un silenzioso momento vicino ad un albero...un po per volta, si comincia ad apprezzare, respirare, curare, sentire. Raccogliere una carta che vediamo intorno, un piccolo gesto che aiuterà gli alberi a respirare meglio, e se loro sono sani lo saremo anche noi. Questo libro+seminario servirà ad approfondire e a confermare queste mie sensazioni. A mettere la conoscenza vera insieme all'amore che nutro per  gli alberi. Sapere quando e come dormono, come si nutrono, come si ammalano e come guariscono, servirà a relazionarmi con gli alberi con una consapevolezza in piü che mi permetterà di portare ancora piu rispetto verso di loro.


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8 marzo: Donne che hanno cambiato la storia.


In occasione della Giornata Internazionale della Donna, parliamo di Grandi Donne.
Si pensa che i grandi avvenimenti e scoperte storiche siano stati realizzati sempre da uomini, ma in realtà non è stato così.
Qui di seguito brevi accenni a Donne che hanno fatto parte della Storia, che l'hanno scritta,  creata, trasformata. Donne da ricordare, perchè hanno lasciato al mondo un'eredità inestimabile. Dando un contributo all'emancipazione femminile! 
Fidanzate, mogli, principesse, amanti, compagne, attiviste, lavoratrici, madri, amiche, scienziate, regine, eroine, scrittrici, artiste.

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Anna Magnani: prima donna ad aver vinto un Oscar per l’interpretazione di un film americano recitato in inglese. Le fu conferito nel 1956 per ->"La rosa tatuata". 
 
Cleopatra: La più famosa sovrana egizia, nonché ultima della dinastia tolemaica; amante di Giulio Cesare e Marco Antonio. Cleopatra morì suicida, la sua morte e la sua tomba sono ancora avvolte nel mistero.
-->Qui per una selezione di libri 🎈
 




 
Edith Craig: è stata la prima regista di teatro britannica.
 
 
 
 
Giovanna D'Arco: Eroina nazionale francese del XV secolo, considerata santa dalla Chiesa Cattolica; è stata una guida per il popolo francese durante la brutale Guerra dei Cent’anni contro gli inglesi. 



Ipazia di Alessandria: Fu matematica e astronoma, sapiente filosofa, influente politica, sfrontata e carismatica maestra di pensiero e di comportamento. Fu bellissima e amata dai suoi discepoli, pur respingendoli sempre. Fu fonte di scandalo e oracolo di moderazione. La sua femminile eminenza accese l'invidia del vescovo Cirillo, che ne ordinò l'esecuzione.

 
Madre Teresa di Calcutta: Uno dei pilastri religiosi del XX secolo. Nel 1979 ha vinto il Nobel per la Pace e nel 2003 è stata proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II. Il suo nome è legato alle Missionarie della Carità, poichè ha dedicato la sua vita ad aiutare il prossimo.


 
Maria Montessori: fu educatrice, pedagogista e medico, sviluppò un metodo educativo che lasciava ai bambini la libertà di operare le proprie scelte in piena autonomia. Erano idee davvero moderne per il primo ’900. 


 
Marie Curie: è considerata la prima scienziata donna della storia. Dedicatasi al campo della fisica e della chimica, ha focalizzato i suoi studi sulle sostanze radioattive. Studi che l’hanno portata a diventare, nel 1908, la prima insegnante donna alla Sorbona. E’ stata la prima persona nella storia a vincere due premi Nobel, in due campi diversi. Nonchè la prima donna ad insegnare in un'università. Le sue ricerche sulla radioattività hanno anche segnato la sua fine: ammalatasi di una grave forma di anemia plastica, morì nel 1934 e tutti i suoi appunti sono ancora oggi considerati pericolosi per la salute, vista la continua esposizione alle sostanze radioattive.

 
Amelia Earhart: Dopo aver lavorato come infermiera in un ospedale da campo durante la Prima Guerra Mondiale, Amelia Earhart negli anni ’20 si appassiona all'aviazione e nel 1932 diventa la prima donna ad attraversare in volo gli Stati Uniti senza scalo, da Los Angeles e a Newark. Nel 1937 alza la posta, diventando la prima persona ad attraversare l’Oceano Pacifico, da Oakland a Honolulu. Si persero le sue tracce nello stesso anno, nel tentativo di un giro del mondo in aereo.


 

Coco Chanel: la storia non è fatta solo di politica, Chiesa, e scoperte scientifiche, infatti vi sono "scoperte" che hanno stravolto il concetto di stile e di eleganza... "autrice" (e stilista) di questo cambiamento era Coco Chanel che, con la sua opera, ha rivoluzionato il concetto di moda e femminilità, fondando nel frattempo uno dei marchi più importanti e amati al mondo: Chanel
 

 
Rita Levi Montalcini: Anche lei si è dedicata alla Scienza. A lei si deve la scoperta e identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa (NGF), per la quale è stata insignita nel 1986 del premio Nobel per la medicina. Nel 2001 è stata nominata senatrice a vita ‘per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale’.





 
 
 
 
 
 
 
Anna Frank: è divenuta il simbolo dell’Olocausto grazie al suo diario, scritto nel periodo in cui lei e la sua famiglia si nascondevano in una sorta di soffitta ad Amsterdam. Nel 1942 Anna, che voleva diventare scrittrice, ricevette un quadernino come regalo. Su questo scriverà i suoi Diari e le memorie; oggi uno dei libri più letti al mondo e fondamentale testimonianza dell’orrore della Shoah.




Margaret Thatcher: una delle donne più importanti che abbiano mai preso parte alla politica, era soprannominata la "Lady di Ferro".  Leader del partito conservatore del Regno Unito, ha guidato la nazione dal 1979 al 1990 verso grandi cambiamenti, è stata la prima e unica donna a ricoprire un incarico cosi importante.


 
Rosalind Franklin: fu una ricercatrice che aiutò a rivelare la struttura del DNA. Le sue fotografie a raggi X della doppia elica sono state utilizzate dagli scienziati Francis Crick, James Watson e Maurice Wilkins, a cui nel 1962 fu assegnato un Premio Nobel per la medicina.


    
 
 
Artemisia Gentileschi: Vissuta durante il XVII secolo, fu la prima pittrice italiana di scuola caravaggesca ad essere ammessa in una Accademia di Belle arti. 








Whitney Elizabeth Houston è stata una cantautrice e attrice statunitense. Conosciuta anche come The Voice, è l'unica artista nera con 3 dischi di diamante.
La sera del leggendario medley eguagliò il record di Micheal Jackson per numero di American Music Awards vinti in unica edizione.
E' la cantante donna più premiata della storia, ed è considerata la più grande Voce della sua generazione.
Detiene un record ancora imbattuto, con sette successi consecutivi al numero uno della Billboard Hot 100.
Voice Of Whitney Houston (The)


 
 
Emmeline Pankhurst: fondatrice del Women’s Social and Political Union che aveva lo scopo di dare alle donne pari diritti di voto degli uomini.














 
Anna Maria Mozzoni: Fu la pioniera del movimento femminista in Italia, era Giornalista italiana e attivista dei diritti civili.





Margherita Hack: è stata astrofisica e divulgatrice scientifica italiana, professoressa di astronomia, nonchè la prima donna italiana a dirigere l'Osservatorio Astronomico di Trieste.
--->Una grande astrofisica racconta l'Universo   🎨


🧧



Grazia Deledda: Prima e unica donna italiana a vincere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1926.




 
 
 
 

 
Lucrezia di Siena fu la prima donna ad esibirsi in una compagnia teatrale. Addirittura nel lontano 1564, da un documento storico si evince che venne ingaggiata per una commedia durante il periodo di carnevale.





Nilde Iotti: La prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati, ma anche la prima donna nella storia d'Italia a ricoprire una delle più alte cariche dello Stato.


 
 
Mina Mazzini: Artista e cantante italiana, nella sua lunga carriera, che ha raggiunto nel 2018 i sessant'anni di attività, ha venduto oltre 150 milioni di dischi, tra album e singoli, ed è l'artista, ad oggi, più presente nelle classifiche italiane.
Il suo album finora più venduto è stato Mina Celentano con 1.600.000 copie, cantato appunto in duo col Molleggiato.
Samantha Cristoforetti: è un'aviatrice, ingegnere, astronauta militare italiana, prima donna italiana negli equipaggi dell'Agenzia Spaziale Europea.







     
 
e senza sminuire il valore delle Donna, tanto per sorridere con autoironia...

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Crescere è : Sono connessa alla Terra e all'Universo col Cuore, 
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