Il peperoncino:


proprietà, consigli, utilizzo
 
 

Il peperoncino appartiene al genere Capsicum, famiglia delle Solanacee; ma si distingue dal pepe, che spesso ha un gusto dolce e che può essere mangiato in grandi quantità, perciò il peperoncino va ingerito con cautela.

Scientificamente è un frutto, più precisamente una bacca, che come caratteristica primaria certo non ha la dolcezza, al contrario! 
La scala misura gli effetti della capsaicina, la sostanza responsabile nel peperoncino del sapore piccante e della sensazione di bruciore.
Il peperoncino che è stato dichiarato il più piccante al mondo è il Trinidad Moruga Scorpion.
Tra i peperoncini italiani, il podio di più piccante spetta a quello calabrese: conosciuto per l’estrema piccantezza.

Le piante del genere Capsicum sono originarie del Sud America; si sono diffuse fino in Centro America e sono state importate in Europa (e poi in tutto il mondo) dopo la scoperta dell’America.
Il peperoncino è stato portato in Europa da Cristoforo Colombo in persona. Il nome europeo gli deriva dal pepespezia di tutt’altro genere ma che ricordava nella piccantezza, mentre i nativi dell’America Centrale e Meridionale lo chiamavano con un termine dal suono molto simile a chili, con cui tuttora è definito, anche in lingua inglese.
La pianta del peperoncino è annuale, di facile coltivazione (tanto che sono molto diffuse anche le piantine da balcone) e dà i suoi frutti in estate; l’unica accortezza è non farle mai mancare l’acqua.
Per contrastare il senso di dolore e di bruciore, rimuovere il sapore del peperoncino è perfetta la mollica di pane; se si rende necessario addirittura un anestetico, si può utilizzare un cubetto di ghiaccio. Bere acqua invece è del tutto inutile per attenuare il senso di bruciore. 

Peperoncino: fonte di salute e guarigione
 
Il peperoncino in cucina:
In gastronomia il peperoncino si usa in diversi modi: fresco, essiccato o in polvere, o come componente di salse pronte. È apprezzato in tutto il mondo, dall’Italia, dove il peperoncino calabrese è fondamentale per alimenti come la ‘Nduja, al Messico, una delle patrie del chili, alla Tunisia, dove si usa per preparare la salsa detta Harissa, all’Asia.
 

È un protagonista di antipasti, primi, secondi, ma anche dessert: il connubio cioccolato-peperoncino è apprezzato dai maestri cioccolatai. 
 
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La ricetta italiana più classica è quella degli spaghetti aglio, olio e peperoncino. 

In Messico, è più facile trovare una ricetta che non preveda il peperoncino, piuttosto che elencare tutte quelle che lo vedono tra gli ingredienti fondamentali; basti citare la salsa chili, o una pietanza come il chipotle; si tratta di peperoncini (generalmente jalapeno) affumicati e successivamente essiccati, o reidratati in uno sciroppo di acqua, aceto, zucchero, sale, spezie, detto escabeche, o reidratati in adobo, una salsa simile all’escabeche con sugo di pomodoro. 

In Asia il peperoncino è diffusissimo; una delle preparazioni più tipiche è la salsa Nam phrik num, tipica della Thailandia, che ha una cucina molto speziata; in India i peperoncini sono le spezie più usate, e in Giappone è molto apprezzato lo shichimi togarashi, un mix di sette spezie, la cui spezia principale è proprio il peperoncino (togarashi, appunto).

Il Peperoncino
Fonte di potenza e di salute
€ 12,50

 
Le proprietà del peperoncino
Uno dei motivi per cui i peperoncini sono particolarmente diffusi e utilizzati nelle cucine dei Paesi del Sud, sono le proprietà antibatteriche, dovute a flavonoidi e capsaicinoidi, che garantiscono anche una migliore conservazione del cibo, nonostante il calore. 

Possiede notevoli proprietà, la capacità di tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e trigliceridi e una lieve azione vasodilatatrice. 

il peperoncino è una fonte notevole di vitamina C, quindi ha anche proprietà antiossidanti.
Per quanto possa sembrare strano, poiché in persone con disturbi gastrointestinali provoca fastidi anche rilevanti, in realtà ha proprietà digestive, in soggetti che non abbiano problemi di tipo gastro-intestinale (Perciò state attenti!!).
Esso stimola la produzione di succhi gastrici, e soprattutto nel tratto intestinale sono utili le sue proprietà antibatteriche e antimicotiche. 
La capsaicina, la sostanza che genera l’effetto bruciore, ha paradossalmente anche capacità analgesiche
Il peperoncino è inoltre sconsigliato a chi soffre di gastrite e ulcera, emorroidi, infiammazioni agli organi dell’apparato digerente. 
Il tipico colore rosso è dato dai carotenoidi, presenti in grandi quantità; oltre alla notevole presenza di vitamina C, va segnalata la vitamina A,  la vitamina E, il potassio, il calcio e il fosforo

Attenzione...
  • evitare di far ingerire ai bambini con meno di dodici anni
  • non toccare mai gli occhi se con le dita si è maneggiato del peperoncino. 


Peperoncino Essiccato al Sole in Pezzi Bio
Aroma e il sapore delle erbe essiccate al sole sono il patrimonio della cucina mediterranea
Voto medio su 2 recensioni: Buono
€ 5.7

Curiosità:

La vulgata vuole che i semi siano la parte più piccante del peperoncino; ma in realtà è la parte interna della bacca che li contiene, a vantare la maggiore quantità di capsaicina. 

Altra credenza popolare vuole che il peperoncino abbia proprietà afrodisiachestimoli la prostata e l’eiaculazione. Pare che sia pepe che peperoncino siano vasodilatatori nella zona dei genitali…
La medicina ayurvedica riconosce invece al peperoncino proprietà energizzanti e antidepressive. 

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"L'Orologio della Natura"

"L'Orologio della Natura"
 
L'Orologio della Natura, gli alberi secondo me sono l'esempio per eccellenza di orologeria naturale, infatti, non a caso i cerchi raffigurati all'interno di un tronco d'albero, misurano la sua età. Personalmente ho un rapporto particolare, viscerale, con gli alberi, potendo li abbraccerei tutti. È cominciata tanto tempo fa questa affinità, perö per non essere passata per pazza, sopprimevo questo amore. Come sopprimevo la manifestazione d'affetto che ne poteva seguire. Ma con l'avanzare dell'età, si sa, si prende coscienza. Avevo meno di 40 anni, (non è che ora io sia cosi anziana), quando ho compreso che l'affetto per gli alberi andava espresso a mio modo. Ora se sono in un centro città e c'è un enorme albero che "mi chiama", non esito, vado ad abbracciarlo. Lui nutre me ed io nutro lui. Sento il respiro. Non so spiegare cosa è. È! E basta! L'affetto d'altronde non ha bisogno di spiegazioni. Ci sono persone che parlano con le piante...e le loro piante crescono meravigliosamente.    San Francesco parlava agli animali. Lui era un orologiaio naturale. Potremmo soltanto stare più in ascolto e ci "parlerebbero", anzi ci parlano. Noi solo ascoltare. L'attuale frettolosità, il tutto che viaggia a velocità della luce, ogni immagine anche in tv è veloce, e, ci stiamo abituando, ci sta rimpicciolendo questa capacità. Ma basti pensare un po agli indiani per esempio...loro si che erano...alcuni lo sono ancora, degli orologiai naturali, si affidano alla Natura. 

Gli indiani con le loro "capacità sciamaniche innate" e non soffocate. Perchè, diciamoci la verità, quelle stesse capacità le abbiamo tutti, fanno parte di noi, sin dalla nostra nascita. Purtroppo i tanti fattori esterni, portano queste peculiarità ad impantanarsi, l'educazione al materialismo è uno dei primi fattori, anche se oggi c'è la moda di fare escursioni, gite in agriturismi, spesso rimane una facciata di tendenza. L'amore per la Natura è un percorso che, puo essere rapido ma anche lento. Soprattutto deve essere cosciente, quotidiano e comprendere i piccoli gesti. Per esempio quello che io non soppporto è tenere in casa un animale che in una dimensione casa, soffre. Mi riferisco agli spazi. Un pappagallo in gabbia, soffre. Ma orologiai naturali sono, potremmo, possiamo esserlo tutti. Quindi basta, in fondo, poco per capire la Natura... siamo in grado di capire (specie i meteoropati), quando sta per arrivare un temporale, e forse si puö trasformare questa sensazione apprezzando anche il temporale, perchè il nostro corpo in fondo ha bisogno anche di questo come del solleone, come della sensazione che proviamo quando sul viso ci arriva il vento d'autunno che frusciando fa cadere le foglie e se siamo protesi possiamo entrare in stato di trance al solo leggero fruscio. O il sole di primavera che ci riscalda un pochino di più.  Chissà questo libro ci porterà a riscoprire per chi già lo ha fatto, scoprire la Natura, chi non è ancora consapevole di questa affinità. Il canto del pettirosso che canta tutto l'inverno. Il papavero, il fiore che annuncia l'estate; esempi di orologi naturali! Buona lettura!
 

 

 
 
 

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Cosi è! ©

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

 
Assassinio di Giovanni Falcone 23 maggio 1992
Assassinio di  Paolo Borsellino 19 luglio 1992

È superfluo fare excursus biografiche. Il mio tributo a quelli (Falcone e Borsellino) che avremmo potuto, dovuto Beatificare proprio perché hanno deciso di immolarsi per noi, per la nostra "patria"... e per patria intendo il paese che dovrebbe tutelare i diritti, la vita dei cittadini e/o di chi sceglie di viverci, in questo territorio. Tutelare soprattutto chi non si gira dall'altra parte.  
Chi fa finta di non vedere è complice. 
Precisazione: non è un post di polemica.             
 
 
 
Il mio tributo è minimalista, niente pompamagna. Sono sempre stati Grandi. Questa è solo e soltanto memoria. Memoria da tramandare. Le nuove generazioni devo conoscere per "crescere".
Parleranno loro, con le loro frasi. I loro pensieri. Pensieri che  hanno tramutato in azioni. Azioni indimenticabili. Loro devono essere Indimenticabili. Indimenticati. È un atto voluto e dovuto. Come deve essere ricordata la loro rispettiva scorta. 
Scorta di Giovanni Falcone :Vito Schifano, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.
Scorta di Paolo Borsellino: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Fabio Li Muli.

MAFIA     
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NON C'È NULLA DI NASCOSTO CHE NON SARÀ SVELATO

"Il 23 maggio 1992 la vettura su cui viaggiavano Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta (Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani) saltò in aria uccidendoli tutti. Dopo soli due mesi, il 19 luglio l'altra strage in Via D'Amelio dove persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e cinque uomini della scorta.  
Qualche settimana dopo, il mercoledì 16 settembre 1992 (noto come Black Wednesday), il sionista George Soros attaccò l’Italia speculando contro la lira e causando l'espulsione dell'Italia dallo SME (Sistema monetario europeo)!
Il ministro Giuliano Amato, il ministro del Tesoro Piero Barucci, il governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi e il direttore generale del Tesoro Mario Draghi (tutti ampiamente premiati successivamente) fecero vaporizzare 15.000 miliardi di riserve della Banca Centrale, per poi alla fine cedere alle pressioni del mercato (di Soros) e svalutare la moneta italiana del 30%.

 
 
 Dovevano indebolire il paese, destabilizzando la classe politica per spianare la strada all'Operazione Tangentopoli, detta Mani Pulite: l'inchiesta della magistratura politicizzata che tra il 1992 e il 1994 scoperchiò un vasto sistema organizzato di corruzione. Nulla di nuovo ovviamente (hanno mangiato sempre tutti), ma necessitava fare pulizia del vecchio per far posto al nuovo Sistema!

Grazie a questo, Romano Prodi dal 1992/1993 diede il via alla più grande svendita dei patrimoni e dei gioielli nostrani, regalandoli a gruppi stranieri e al suo amichetto, De Benedetti. Parliamo di Autostrade, Telecom, Alitalia, Iri, Motta, Cirio, Autogrill, Locatelli, Invernizzi, Buitoni, Galbani, Negroni, Ferrarelle, Peroni, Moretti, Fini, Perugina, Mira Lanza, SME, Siv dell’Efim, il Nuovo Pignone dell’Eni, Acciai Speciali Terni, Ilva Laminati Piani, Italimpianti, Dalmine…

“Smonterò il paese pezzo per pezzo“, disse Romano Prodi il 17 gennaio 1998, e per questi servigi ovviamente ebbe totale copertura mediatica dai giornali di Agnelli e De Benedetti.
Avete capito perché dovevano morire Falcone e Borsellino?"




Leonardo Santi



*La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave: e che si vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.* 
Giovanni Falcone


*Se poni una questione di sostanza, senza dare troppa importanza alla forma, ti fottono nella sostanza e la forma.*
 Giovanni Falcone




Assassinio di Giovanni Falcone 23 maggio 1992
Assassinio di  Paolo Borsellino 19 luglio 1992

*L'importante non é stabilire se uno ha paura, e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza* 
Giovanni Falcone

La mafia è una malattia, causata dalla mera sete di potere e cupidigia. Coloro i quali ne sono portatori insani, sono persone che nel loro profondo Se, sanno di essere impotenti. Sfruttando la miseria e la disperazione di povera gente altrettanto impotente. Ci sarebbero delle potenzialità: l'amore e la dignità per se stessi e per il prossimo. *ndr: LDL*



*Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo.* Paolo Borsellino

*Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.* Paolo Borsellino

*La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo della libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.* Paolo Borsellino 
Paolo Borsellino: discorso in memoria di Falcone



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