gli auguri ad un mito, il mio: MINA

Come si fa a fare gli auguri di buon compleanno ad un mito. Se questo poi è Mina.
Inutile scrivere una biografia, tantomeno la discografia. Citare tutto quello che ho raccolto negli anni del mio mito? Raccontare fatterelli di lei? No. Non mi piace. Pubblicare link? Fotografie? Mi sembra tutto superfluo. Dal momento che secondo me, la conoscono anche su marte, o in altre galassie. Dire quello che ha rappresentato per me la sua musica durante gli anni? E..dovrei raccontare fatterelli miei privati: e non mi piace neppure questo. Giusto per rendere l'idea posso riferire quello che hanno detto le mie figlie; cioè, di essere cresciute a base di  "pappa di latte" e Mina; gli amanti di Lei sanno di che parlo. PAPPA DI LATTE è un album del 95, mia figlia più piccola, aveva 2 anni...ma già con la grande e me cantavamo, inneggiavamo in casa, tributi a Mina. In un viaggio di istruzione all'estero, nel 2009, la piccola (figlia, nata nel 93), uno degli insegnanti amante della buona musica si mette ad eseguire al pianoforte un brano di Mina, mia figlia lo segue...cantando, per fortuna ha anche una bella voce intonata, lui stupito dalla conoscenza precisa del testo e della musica; chiede: come mai sei cosi giovane e conosci benissimo questo brano? E mia figlia: sono cresciuta a "pappa di latte" e Mina!

Quindi che faccio?
Penso...ripenso...boh...
da una intervista del 1967 su un rotocalco "Bolero".
Titolo: Mina dice tutto di sè
La parola a...Mina
di V. Veliero

Una piccola stanzetta di pochi metri quadrati. Dentro ci si muove appena. Sulla porta un cartellino con la scritta "Mina". Sulla "i" una stella. Un divano letto, un divisorio a soffietto, due sedie, una soffice moquette per terra, una toilette con un grande specchio. Attaccata allo specchio, in alto, al centro, vistosa, la prima cosa che si nota, entrando, la fotografia senza cornice di un bimbo di quattro anni: il figlio. Gli sorridono gli occhi, due occhi grandi e chiari che guardano dappertutto. È il camerino di Mina, negli studi televisivi. Fuori nei corridoi è un viavai di gente indaffarata e numerosa. Orchestrali, macchinisti, tecnici, gente che in qualche modo "c'entra": tutti in forza a "Sabato sera". È qui, con qualche fortuna, che è possibile incontrare Mina. Altrimenti diventa un'impresa. È qui che ho raccolto questa, che piü di una confessione è una prova di stima e di simpatia. Eccola.

I miei segreti
Sono Mina. Non mi piace scrivere di me stessa. Non mi piace scrivere mai. Sono pigra, terribilmente pigra. E poi, cosa posso dirvi? Di me sapete tutto. Le cose piacevoli e di nessun conto, come le  cose spiacevoli che avrei preferito tenere per me stessa. Non fraintendetemi. Non ho segreti. Meglio: qualcuno, forse, ce l'ho anch'io, ma non c'è nulla, nella mia vita di cui debba vergognarmi. Esiste, tuttavia, un limite oltre il quale la curiosità, non deve spingersi: il limite del pudore.

Il mio dolore
Vedete la cosa che mi addolora è la gente che pretende di costruire il mio ritratto psicologico, dopo avermi parlato soltanto pochi minuti. Com'è possibile, mi chiedo, dire di una persona che la si conosce sino in fondo, quando spesso non basta una vita intera per conoscere se stessi? Io non mi conosco. Non abbastanza, intendo dire. Di me, di cio' che sono veramente "dentro" al piu potrei tracciarvi un profilo soltanto approssimativo. Cosi', per non correre il rischio di sbagliare, preferisco tacere.

Il mio lavoro
Di altre cose che mi riguardano, invece, posso dirvi, e lo faccio volentieri. Il mio lavoro, per incominciare. Lavoro tanto, moltissimo, piü di quanto dovrei. C'è chi dice che non mi concedo un attimo di riposo, mai, al punto che qualche volta mi sento crollare, per avidità di denaro, perchè sono insaziabile. Non è vero. La verità è che il successo si paga anche in questo modo. Quando si è presi coinvolti nell'ingranaggio, uscirne è difficile, quasi impossibile. A quello non puoi dire di no perchè è un amico. All'altro dici di si perchè senti di dovergli della gratitudine ed io sento vivissimo il sentimento della gratitudine. A quell'altro ancora non sai dire di no perchè è gentile o ha saputo coglierti in un momento felice. Fatto è che non riesco ad avere mai, non dico una giornata, ma un pomeriggio tutto per me. Tuttavia, lavorare mi piace. Mi piace anche se mi stanca.



🎂

                                                           

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e ci sarebbe ancora da scrivere su di lei, io preferisco ascoltarla, emozionarmi, gioire o lasciarmi trasportare malinconicamente per un ricordo svegliato da un suo brano



 

Crescere è : Sono connessa alla Terra e all'Universo col Cuore, Amo essere Qui, trovarmi Qui, quando Amo la Terra Amo la mia Bambina Interiore. Ecco: io sono nell'Abbondanza d’Amore, Finanziaria ed Economica. Cosi è! (n.d.r.)©


                                                                                                                                                                   

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aggiornamento del 24 marzo 2025
auguri @Mina
 

1968: DIECI ANNI DI MINA
 
SOGNO
Editrice Novissima 
24 marzo 1968 (n 12)
Abbiamo chiesto a Mina:
che cosa le manca per essere felice?
di Paola Cucco 

Mina è una cantante ammirata da tutti, ma è anche una donna sensisibile...una donna che la vita ha trasformato in una diva, lei vorrebbe essere solo una madre...non c'è stato bisogno di chiederle cosa le manca per essere felice? Si è rivelata da sè una donna che non ha mai tempo per se stessa, per i suoi problemi. Vorrebbe avere tanti figli, degli affetti sicuri, sentirsi libera...
Mina è molto bella, vestita semplicemente con un maglioncino a...
é facile parlare con Mina, si chiacchiera, si parla soprattutto del figlio (Massimiliano) (Jack, Giovanni, Tommaso). Mina è una mamma apprensiva...ha paura che il figlio si faccia male.
Allora di cosa parliamo? Di Augusto Martelli, per esempio.
"Con Augusto va bene". La risposta è un po' asciutta, Mina preferirebbe parlare d'altro.
E Corrado Pani? Siete ancora in contatto?
"Si. Oggi (4 marzo) è il suo compleanno: 32 anni. Ha sempre quel volto da bambino, lui non invecchia"
C'è un po' di tenerezza nella sua voce, si tira vicino Massimiliano, il quale vuole a tutti i costi aprire una bottiglia di champagne.
"Queste domande mi danno un senso di disagio, più che di fastidio. Sarebbe bello sfogarsi con qualcuno, parlarne, discuterne. Ma come si fa. Dobbiamo pesare sempre le parole, non ci si può fidare di nessuno. Tu credi di avere degli amici, poi scopri che sono pronti a pugnalarti alle spalle, a strapparti quell'ultimo etto di dignità che ti è rimasta appiccicata addosso. Non abbiamo una vita normale...a volte tutto mi piomba addosso di colpo..."
Questa è la gente invidiata, felice, ricca.
"E la paura che mi prende prima di ogni esibizione?...vorrei piantare tutto...ma non posso... ho dei doveri verso quella gente che spende magari 5000lire e un'ora del suo tempo...non posso lasciare che il pubblico se ne vada scontento...e poi Jack/Massimiliano stiamo poco tempo insieme... non mi posso neppure ammalare..."
I  programmi per il futuro? "Sono 10 anni che canto, bisogna festeggiare in qualche modo. La Bussola mi ha lanciata, e io sono affezionata la locale. Quindi registrerò in diretta un 33 giri dalla Bussola". (Ne registrerà 3, per ora mia figlia Ornella ne ha recuperati 2, reliquie per me -LDL-). Chiedo a Mina se è vero che non vuole essere chiamata industriale del disco. "Infatti, al massimo sono un'artigiana...vorrei lanciare un paio di ragazzi ma mi interessa più il loro carattere, la loro personalità. E questa non è certo attività da industriale". 
Cosa fa Mina quando non lavora? "La mamma, è la cosa che mi piace di più". E' pomeriggio inoltrato, dalle ampie finestre si vede il lago leggermente increspato, le cime delle montagne sono ancora innevate, ma c'è un'aria di primavera, gli alberi hanno le prime gemme...è ora di andare.
Mina è sempre con Massimiliano, si tengono per mano. Lei adesso ha l'aria indifesa. Fuori fa freddo, ma si sta bene... 
Riassunto, ridotto e riadattato tratto dal libro raccolta di Fernando Fratarcangeli -Mina talk- ventanni di interviste 1959-1979
 
e come ho già scritto, le notizie che la riguardano sono infinite... per me conta ascoltarla...sarò scontata e banale ma non me ne importa...
ogni giorno è immancabile una "dose"... dopotutto sono #minatapersempre

Suffragette

"La Donna é esposta a molti pericoli al giorno d'oggi, perché così tanti che si definiscono uomini non sono degni di questo titolo, ed é suo dovere imparare a difendersi"
  Edith Garrud
perchè mi sembra ancora attuale?ndr
😔
 




In realtà "suffragette" è in senso dispregiativo, avrebbero dovuto essere definite suffragiste. Da SUFFRAGIO/VOTO. Il motivo per cui si batterono queste fantastiche e precorritrici Donne, il diritto al voto. E' stato il Movimento Femminista, emancipazione femminile, che ai primi del Novecento, fondato in Gran Bretagna, si attivò per il Diritto al voto delle donne, nelle elezioni generali. La prima a parlare di suffragio femminile é stata la scrittrice Mary Wollstonecraft nel libro Rivendicazione dei diritti della donna (1792). Intorno al 1840 la rivendicazione fu avallata dai cartisti (movimento che chiedeva riforme sociali per la popolazione) e nel decennio successivo dal filosofo John Stuart Mill. Tuttavia, i disegni di legge presentati al Parlamento furono scartati in parte perchè uomini politici quali William Gladstone e Benjamin Disraeli si sentirono comunque obbligati nei confronti della regina Vittoria, fiera oppositrice del suffragio femminile soprattutto per timore che i voti femminili apportassero cambiamenti non previsti ai risultati elettorali.

Oggi quando si parla di suffragette si indica chi ha lottato per ottenere il riconoscimento della piena dignità delle donne, coincidendo in parte quindi con il termine femminista. Il persistente rifiuto al diritto al voto per il Parlamento (le donne avevano ottenuto nel 1869 quello per il municipio e nel 1880 quello per la contea) spinge la suffragetta Emmeline Pankhurst a fondare nel 1903 l'Unione politica e sociale delle donne, sfociando in decise e forti forme di protesta. Nel 1907, Emmeline Punkhurst guidò la marcia verso la sede del Parlamento, durante la quale decine di donne si incatenarono lungo Downing Street, residenza del primo ministro. In seguito, molte suffragette, colpevoli di atti di vandalismo, furono imprigionate, altre che attuavano lo sciopero della fame furono costrette a nutrirsi; nel 1913 una suffragetta, Emily Davison, si uccise gettandosi sotto il cavallo del re durante il torneo di Derby.



Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, l'Unione abbandonò la campagna militante per sostenere lo sforzo bellico. Nel 1918, in parte a causa del valido sostegno, le argomentazioni contro il suffragio femminile non avevano più alcun fondamento, così le donne di età superiore ai 30 anni ottennero il diritto di voto. Nel 1928 il diritto di voto fu concesso a tutte le donne che avessero compiuto 21 anni.

Movimenti analoghi a quello delle suffragette inglesi si formarono anche in altri stati e paesi: tra i primi a concedere il diritto di voto alle donne, l'Australia (1903) e i Paesi Scandinavi; a seguire gli Stati Uniti nel 1920. Le donne italiane hanno dovuto attendere fino al dopoguerra, anche se già il decreto del 1°febbraio 1945 De Gasperi-Togliatti prevedeva ed estendeva il diritto di voto a tutti/e, escluse fino al 1947 le prostitute vaganti. Infatti precedentemente, nonostante il benestare dell'allora (1919) Papa Benedetto XV pronunciatosi pubblicamente a favore del diritto di voto alle donne, tutto resta in stand-by diremmo oggi.  Il fascismo  aveva frizzato le procedure. Il movimento delle suffragette si sviluppò in forme simili in molti altri paesi. Il primo ad introdurre il suffragio universale fu la Nuova Zelanda nel 1893, più tardi la Finlandia e la Norvegia, rispettivamente nel 1906 e 1907. In Germania le donne ottennero questo diritto nel 1919. In diversi altri paesi la conquista del suffragio universale fu più tortuoso. La Francia, ad esempio, che pure aveva avuto già nella rivoluzione francese una prima presa di coscienza, concesse il diritto solo nel 1945.  La Svizzera riconobbe il diritto di voto alle donne nel 1959 solo in alcuni cantoni, successivamente nel 1971 nei cantoni restanti. Il primo stato statunitense a riconoscere parzialmente il suffragio femminile fu lo Stato del Wyoming nel 1869, e nello stesso anno, negli Stati Uniti, si verificarono movimenti analoghi a quelli inglesi, ma le donne riuscirono a ottenere il suffragio universale solo nel 1920, dopo la fine della prima guerra mondiale. Tra le leader del movimento statunitense deve essere ricordata Alice Paul

Nel 2015 un film dedicato proprio al movimento creato da Emmelin Punkhurst e alla sua figura (interpretato magistralmente da Merryl Streep) che suggerisco di vedere, per non dimenticare. Probabilmente, oggi molte di noi donne moderne, danno per scontati tanti di quei gesti e azioni che ancora oggi sono vietati in alcuni paesi. Dovremmo  cercare di impegnarci affinché le generazioni femminili e maschili (perché no?!) apprezzassero e conservassero questi diritti, senza dover ricorrere ad azioni estreme e senza soprattutto dover intimorire il genere maschile, già abbastanza in confusione per aver perso il "patriarcato" e che in alcuni casi, quando si sente minacciato nel suo "potere" perde le staffe, vedi l'aumento dei femminicidi😞

per alcune notizie font wikipedia

      In Francia: Le assemblee incaricate di eleggere i deputati agli Stati generali presentarono nel 1789, all'inizio della rivoluzione francese, all'Assemblea Rivoluzionaria i Cahier de Doléances des femmes, una prima richiesta formale di riconoscimento dei diritti delle donne. Negli stessi anni, sempre in FranciaOlympe de Gouges pubblicò Le prince philosophe, romanzo che rivendicava i diritti delle donne, ed iniziò ad organizzare gruppi di donne. La sua azione fu interrotta quando iniziò a criticare lo stesso Robespierre, e nel 1793 venne ghigliottinata.    

                              





filmografia consigliata per la Giornata della Donna🌼
https://www.goettlicheordnung.ch/

La storia delle donne è segnata da continue battaglie per il riconoscimento dei diritti fondamentali. Si é dovuto attendere il 1919 per vedere abrogata “l’autorizzazione maritale”, senza l’autorizzazione del marito la donna non aveva capacità di agire, non c'era alcuna possibilità di partecipare attivamente alla vita pubblica e di godere degli stessi diritti civili e politici degli uomini, il diritto di voto da noi fu conquistato solo nel 1946. 
Le conquiste hanno un prezzo, e questo prezzo é stato dimenticato e sostituito con quello ammiccante delle vetrine. Ma queste distrazioni potrebbero costare un prezzo molto salato dando tutto per scontato e lasciando passare le “migliaia di piccole e semi-impercettibili riduzioni”, si pensi ad esempio al recente e molto discusso decreto legge Pillon, pieno di ombre e formulazioni ambigue. “Impercettibili riduzioni” appunto che potrebbero cancellare diritti conquistati con fatica, e in alcuni casi con la vita stessa, dalle donne meno di un secolo fa. Per dovere di precisazione ed informazione, il decreto Pillon é stato accantonato e speriamo ci resti!
Se ora scriviamo Black Friday 18  novembre 1910 a molti dirà poco o niente, e infatti non c’entra nulla con la folle corsa agli acquisti, in quel giorno del 18 novembre, a Londra, 300 donne marciavano verso le Camere del Parlamento del Regno Unito per ottenere il diritto di voto. Fu un “venerdì nero”, titolo tristemente guadagnato per la violenza inflitta alle manifestanti, anche di natura sessuale, dalla polizia metropolitana e dai passanti maschi, la brutalità dell’assalto portò al ferimento grave di molte dimostranti e alla morte di due suffragette, così venivano definite le appartenenti al movimento di emancipazione femminile nato per ottenere il diritto di voto per le donne, e Winston Churchill, all’epoca Ministro degli Interni, respinse le richieste di un’inchiesta pubblica. 

La prima pagina del The Daily Mirror il 19 Novembre 1910


La lotta per la rivendicazione dei diritti delle donne e il riconoscimento all’interno della società non è chiusa al doloroso ricordo del 18 novembre 1910, ma fu disseminata di tanti “Black Friday”, ogni azione dimostrativa portava inevitabilmente alla cariche brutali della polizia, all’assalto di bande organizzate che compivano ogni tipo di nefandezza, all’arresto.
       
“In opposizione alla continua e ripetuta detenzione di molte delle loro aderenti, la WSPU introdusse lo sciopero della fame nelle carceri della Gran Bretagna. La politica di alimentazione forzata delle autorità portò le suffragette ad essere prese in simpatia da parte del pubblico. Il governo approvò poi una disposizione che permetteva di rilasciare un mandato temporaneo di libertà alle detenute in cattiva salute (articolo 1913-comunemente chiamato “l’atto del gatto e del topo”), che permise la liberazione di suffragette che erano prossime alla morte a causa della malnutrizione. Una volta ristabilite, tuttavia, le militanti incarcerate potevano essere reimprigionate. In risposta a questa disposizione, la WSPU organizzò un team di sicurezza per tutte le donne, chiamate guardie del corpo, allenato da Edith Margaret Garrud”. font: la bottega del barbieri

Voglio concludere con un pensiero di gratitudine e positività.  Gratitudine verso queste donne coraggiose e libere. Se sono qui ora ad esprimere, scrivendo sul blog, liberamente il mio pensiero, lo devo anche a loro, che, non hanno esitato a mettere a repentaglio la loro stessa vita. Positività verso il presente e future generazioni, cercando nel mio piccolo, di instillare gocce di consapevolezza di sè e sulla presenza del "divino femminino" insito sia negli uomini che nelle donne. Le memorie  passatemi energeticamente, le percepisco vivamente e ne sono fiera e felice. Ma sentire le memorie non è una prerogativa per poche/i eletti/e; é sufficiente predisporsi a sentire con umiltà e consapevolezza. Awareness dicono gli americani.                      
 *Contattatemi se volete provare l'esperienza della Mindfulness*
La testimonianza, tangibile in questo caso é un ossimoro, che il divino femminino è anche negli uomini, é data dalle parole di seguito scritte da un grande poeta/uomo/scrittore:

BALLATA alle DONNE 
quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia:

quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace:

quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire:

perchè la donna non è cielo, è terra,
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente, 
la lunga notte che divento niente:

femmina penso, se penso l'umano,
la mia compagna ti prendo per mano:
                                Edoardo Sanguineti
 
 




foto a scopo illustrative protette da copyright degli aventi diritto
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Curiosità a tema..Disney e non solo: Cenerentola

Oggi parliamo di Cenerentola...

Il 4 marzo 1950, debuttava nelle sale statunitensi Cenerentola, 12º Classico Disney che segnò per lo studio il ritorno agli sfarzi originali ✨
Fu premiato con l'Orso d'Oro a Berlino, e ancora oggi è un classico Disney che fa sognare milioni di bambini e bambine.
 
All'alba del 1950 la Disney aveva un debito di poco più di 4 milioni, il film fu un'autentica scommessa (vincente oltre ogni più rosea previsione): costato 3 milioni di dollari per la produzione, ne incassò 28 volte tanto, circa 85 milioni.
 
 
La fiaba di Cenerentola ha origini molto antiche, è stata raccontata in piu di 300 varianti ma la prima versione è senz'altro quella che nasce nell'antica Cina, questo spiega la particolarità principale della storia, i piedi molto piccoli della protagonista, notoriamente segno di nobiltà e distinzione nella cultura cinese. 


In effetti, la versione cinese enfatizzava il fatto che Cenerentola (chiamata Yen-Shen) avesse "i piedi più piccoli del regno"

Nelle versioni occidentali e successive, che hanno perso questa premessa, è perciò abbastanza oscuro il motivo per cui il principe si aspetti che una sola ragazza nel regno sia in grado di indossare la scarpina ritrovata. 








 

 
Helene Stanley, modella in rotocalco di Cenerentola, fu usata da Walt Disney anche per ispirare la Principessa Aurora e Anita Radcliffe de "La Carica dei 101", ma anche la buffa sorellastra Anastasia Tremaine 


Direi che, esclusa la buffa sorellastra di Cenerentola, le altre tre bellezze si somigliano tutte in effetti!
 
 
 
 
 
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Che la scarpetta di Cenerentola fosse di cristallo è vero solo nella versione di Perrault e in quelle derivate (per esempio nella Cenerentola di Disney), e la variante pare originata da un equivoco di traduzioni. Infatti tra i due nomi francesi con lo stesso suono "vair" (il vaio, piccolo roditore simile all'ermellino, della cui pelliccia era rivestita in versioni precedenti della fiaba la scarpina) e "verre" (vetro) la somiglianza di pronuncia è davvero tanta. Invece,nella variante dei fratelli Grimm, si trattava di una scarpetta d'oro.




Cenerentola è molto famosa per il suo abito da ballo, si tratta di quello regalatole dalla Fata Smemorina. Bianco e argentato, l'abito è caratterizzato dal suo scintillio ed è accompagnato dalle famose scarpette di cristallo. Questo vestito è stato a volte ricolorato e reso azzurro, il colore con cui Cenerentola viene oggi raffigurata.

Nell'abito di Cenerentola possiamo notare delle analogie con la moda Ottocentesca. Sembra infatti che, pur se romanzato e "cartonizzato" l'abito di Cenerentola abbia una sorta di sellino, sopra la stoffa anziché sotto le sottogonne come si portava realmente nel XIX secolo. Infatti i classici abiti Ottocenteschi sono caratterizzati da un corsetto che stringe molto il punto vita ma non scollato e con un’armatura a gabbia per la gonna per renderla molto voluminosa, tutte caratteristiche appartenenti all'abito di Cenerentola.

Per quanto riguarda l'acconciatura invece si torna, come per Biancaneve, agli anni in cui è stato realizzato il film uscito nel 1950, ritroviamo quindi una classica acconciatura da sera tipica degli anni '40, inizio '50 
 
 



La versione italiana di Cenerentola (1950) è l'unica in cui nella narrazione iniziale si specifica che "Cenerentola" (Cinderella) è un nomignolo della protagonista. In tutte le altre traduzioni e nella versione originale , molto frettolosamente, Cinderella è semplicemente il nome proprio della protagonista.
 
 
 


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La nostra bella principessa è conosciuta col nome di "Cenerentola", e nella fiaba dei fratelli Grimm non si nomina mai il suo nome, ma ci sono molte versioni della storia: In una di queste, quella di Perrault, si chiama Zezolla (diminutivo di Lucrezia) .... 


E inoltre...sapevate che il castello di Cenerentola è stato realizzato prendendo spunto dal Castello di Neuschwanstein realmente esistente... si trova nei pressi di Füssen. È il castello delle favole per eccellenza, che ogni anno attira un milione di visitatori da tutto il mondo e che è rappresentato in innumerevoli quadri, foto, puzzle, calendari e altre illustrazioni. L'hanno persino copiato a "Disneyland". Il castello di Neuschwanstein è uno dei simboli della Baviera. 
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Continuiamo con le notizie....

Sapete che...


Uscirono tantissime edizioni di Cenerentola?

La prima tra tutte nel 1992 era la Prima edizione VHS con una versione classica del film senza restauri, nel 1998 la seconda edizione VHS che conteneva una versione restaurata del film, e la Platinum Edition che fu la terza e ultima edizione in VHS nel 2005 insieme alla prima edizione in DVD e il film era restaurato in Digitale.

Finì poi l'epoca delle VHS e arrivarono i DVD, sempre nel 2005 vi fu anche una Platinum Edition che conteneva due DVD del classico Cenerentola e Cenerentola II.

Nel 2006 arrivo una seconda Platinum Edition, una riedizione del DVD precedente in edizione a due dischi. Essa conteneva tutti i contenuti speciali dell'edizione precedente.

La Terza Edizione, la Diamond Edition nel 2012, con nuovi contenuti speciali e anche in versione cofanetto con i 2 sequel. Ed insieme a questa uscita arrivo anche la versione in BluRay.
E infine la Quarta edizione la "I Classici Disney" nel 2015, all'interno della raccolta I Classici Disney include anche i DVD degli altri classici. Questa nuova edizione includerà probabilmente il film in versione completamente restaurata e buona parte dei contenuti speciali della Diamond Edition. 

Voi quale avete?? io avevo la prima edizione VHS, da bambina avro' consumato la videocassetta!!



Parliamo un po' del principe di Cenerentola...
Jeffrey Stone (a destra) fu il modello per il Principe Christopher.

Nel cartone animato Disney al Principe Azzurro vengono dedicate solo tre comparsate. Registi e scrittori hanno affermato che il lavoro fatto sul Principe è stato complesso: sono partiti studiando libri come Meditazioni di Marco Aurelio e Il Principe di Machiavelli, finendo poi per osservare comportamenti e abitudini di molte famiglie reali, tra cui soprattutto quella del Principato di Monaco. Il risultato è l’uomo che tutte le donne vorrebbero: bello, gentile, intelligente, prestante fisicamente, ricco e ha anche un castello... Che volere di piu??


Nello sviluppo della storia il principe‬ fa ben poco! 


Completamente invisibile al di là del suo ruolo risolutivo, praticamente muto per tutto il film, anche lui come Cenerentola‬, proietta ogni sua azione e caratterizzazione sul re (suo padre) e sul Granduca (consigliere del re), altre spalle comiche del film.

Fortunatamente nei sequel, il principe ha modo di farsi conoscere un po' di piu.

Altra piccola curiosità Anni prima dell'uscita del film si stava lavorando ad una silly symphony basata su Cenerentola e in questa occasione le buffe sorellastre avrebbero dovuto chiamarsi Flora‬ e Fauna‬.. chi vi ricordano questi nomi??... le fatine della Bella Addormentata nel bosco!!!

Vi aspettiamo per parlare ancora di altre interessanti notizie....
 
 
 
 
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Crescere è : Sono connessa alla Terra e all'Universo col Cuore, Amo essere Qui, trovarmi Qui, quando Amo la Terra Amo la mia Bambina Interiore. 
Ecco: l'Abbondanza di Amore ed Economica. Cosi è! (n.d.r.)©🌺🌺🌺🌺